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venerdì 2 gennaio 2015

Quando l'abito lo faceva la sarta

Il mestiere della sarta era, fino a una trentina di anni fa, un'attività molto diffusa a Belgioioso. L'ultimo numero del periodico edito da Luigi Migliavacca riportava bei racconti e ricordi della sarte che abitavano in Via Dosso.
Tante erano le botteghe di questi abili artigiani, che confezionavano abiti sia da uomo che da donna.
In Via Rosselli abitava la signora Ada Fornasini "sarta finì", chiamata così perché, già all'età di quattordici anni, frequentava una scuola a Milano per imparare il mestiere.
Come la maggior parte dei suoi colleghi lavorava presso la propria abitazione e si riforniva di stoffa da "Ginu al marcant ad la cuntrà".
Le clienti sceglievano su cartamodello l'abito adatto alle loro esigenze e da quel momento iniziava il lavoro.
Sul tavolone tratteggiava la stoffa con un gessetto e, successivamente, imbastiva la stoffa; provava il modello prima su un manichino per correggere eventuali imperfezioni e infine lo faceva  provare alla cliente, passando così alla cucitura definitiva.

Era molto brava a confezionare abiti da sposa, che amava arricchire di tulli e volant.
Era solita applicare all'interno dell'abito una fettuccia con il suo nome e cognome.
A lavoro ultimato, l'abito, sapientemente stirato, veniva avvolto nella carta da pacco chiuso ai lati con gli spilli.

mercoledì 6 agosto 2014

I coscritti di ieri


Questa fotografia mi è stata consegnata da Mario Bottani.
L'immagine lo ritrae all'età di 18 anni, durante la festa dei coscritti.
A quei tempi (negli anni'50) era un momento goliardico molto sentito, che si organizzava prima di partire per il servizio militare. Come sapete, allora la leva era obbligatoria.
Durante quei giorni di festa (mi pare fossero tre), i nostri diciottenni di una volta giravano per le vie del paese su un carro tutto agghindato. Durante la sfilata suonavano e ballavano, rubavano le scope e si fermavano a baciare le ragazze che incontravano lungo la strada.
Tutti avevano dei berettini e dei fazzoletti colorati che riportavano l'anno di nascita.
Per l'occasione si appendevano ovunque dei volantini con delle scritte “sibilline” (non offensive ma spiritose) così come erano allusive le scritte che si facevano per terra.
I giorni di festa si concludevano tradizionalmente con il pranzo o la cena.
La foto ritrae i ragazzi di allora proprio dopo il momento conviviale, nel cortile della Pesa dove avevano pranzato.
La ragazza immortalata è mia zia Leda che (come ho già detto) gestiva il locale con i suoi fratelli Aldo, mio padre, e Ezio.
La tradizione dei coscritti si rinnova nel nostro presente, anche se il militare obbligatorio non esiste più.
I diciottenni di oggi festeggiano ancora, in modo più moderno (non hanno più il carro, non rubano più le scope e del loro gruppo fanno parte anche le ragazze, loro coetanee), la loro entrata in società e l'ingresso nel mondo degli adulti.




lunedì 7 luglio 2014

Buon compleanno Tiglio Verde: davvero una bella festa!

“Se quest'albero potesse parlare quante ne racconterebbe”, mi ha subito detto una signora sabato sera. Questo pensiero è stato immediatamente condiviso da molti dei presenti, quasi tutti habitué del glorioso dancing Tiglio Verde, venuti alla Trattoria Il Giardino dei Sapori per fare gli auguri a quell'amato albero che dava il nome al locale della loro gioventù. E quale modo migliore per celebrare i 100 anni della maestosa pianta se non una serata di danze e allegria come quelle dei bei tempi andati?
Io non so ballare e, nonostante le anime della festa mi chiedessero di mettermi in gioco, ho ritenuto di limitarmi a osservare chi invece lo sapeva fare a regola d'arte. Anche vivere la serata da spettatore è stato emozionante perché mi ha fatto scoprire una volta di più che in certi momenti il tempo può riavvolgersi e tornare indietro, lasciando spazio ai ragazzi di ieri che riguadagnano la pista con un'energia invidiabile.
Bravi! Sono sicuro che osservando tanta vitalità e voglia di divertirsi, il nostro tiglio avrà sorriso e avrà accolto tra i suoi rami quell'ennesimo momento di gioia. Di certo lo custodirà per noi, come ha sempre fatto con tutti gli istanti preziosi di cui è stato testimone.



Se volete le foto che abbiamo scattato sabato sera contattateci all'indirizzo info@belgioiosoracconta.com o chiamate il numero 349.6422005

lunedì 30 giugno 2014

100 anni di Tiglio Verde: si festeggia con una serata di ballo, sapori e ricordi


Il Tiglio Verde, locale da ballo molto popolare tra i giovani degli anni'50, '60 e '70, aveva preso il nome dal maestoso albero che svettava nel suo cortile.
Oggi al posto di quello storico dancing c'è la trattoria il Giardino dei Sapori che ha conservato nel suo dehor il bellissimo tiglio. Quel testimone silvestre di tante serate in musica compie un secolo proprio quest'anno, essendo stato piantato nel lontano 1914.
Per l'occasione, sabato 5 luglio, si è voluto celebrarne il compleanno con una nuova serata di balli e ricordi, simile a quella che si è già tenuta lo scorso 24 maggio. In più questa volta ci sarà anche una cena a buffet a fare da cornice conviviale al tutto.
L'evento è in piena sintonia con Belgioioso Racconta e quindi abbiamo accettato ben volentieri di collaborare alla buona riuscita dell'iniziativa, certi che ci sarà la stessa entusiastica risposta della volta scorsa.
Ci vediamo sabato a partire dalle ore 20.00: naturalmente scatteremo tante foto e poi le pubblicheremo!


Per informazioni sulla serata e prenotazioni chiamare la trattoria Il Giardino dei Sapori: 0382 969937  

martedì 3 giugno 2014

C'era una volta il Tiglio Verde... - Foto e filmato della serata



Ecco, come promesso, le foto e il filmato della festa svoltasi al Tiglio Verde, lo scorso 24 maggio. Io, per i motivi che ho già spiegato, non ho potuto essere presente ma ho comunque chiesto ai miei genitori di raccogliere un po' di materiale fotografico e video, perché restasse qualche ricordo in più di una bella serata. Mi è dispiaciuto molto non essere lì con voi ma sono stato contento di ritrovarvi nel video e nelle immagini. Eravate tanti e vedo con piacere che avete accolto il mio invito a fermare il tempo sulle note dei ricordi, riavvolgendo gli anni a passo di danza. A occhio e croce la magia è riuscita!

giovedì 27 marzo 2014

La "Reggiana" e il "Tiglio verde"

                             

La trattoria Reggiana, che si trovava in Viale Dante di fronte al distributore di benzina del signor Valerio Bianchi, è stata gestita dal 1956 al 1970 dal signor Mauro Giglioli e dalla moglie Zoe Montanari.
Arrivati a Belgioioso da un paese in provincia di Reggio Emilia, i coniugi aprirono il locale che in breve tempo divenne punto di riferimento per i camionisti che transitavano sulla statale... e dei buongustai che amavano le specialità emiliane cucinate a regola d'arte dalla signora Zoe.
I signori Giglioli, Mauro e Zoe
Adiacente alla trattoria vi era un piccolo cortile, confinante con la Chiesa dei Frati, nel quale troneggiava un bellissimo tiglio, che ombreggiava i tavolini ordinatamente disposti intorno alla pista da ballo. 

Mauro e Zoe nel cortile del "Tiglio verde"

Il dancing "Tiglio verde" è stato negli anni '60 uno dei locali più frequentati della zona, insieme alla "Ruota" di Albuzzano.
Ragazze e giovanotti di Belgioioso, ma anche provenienti dai paesi limitrofi, si ritrovavano al dancing per passare una serata ballando o ascoltando della buona musica che le varie orchestre proponevano.
Personaggio indimenticabile legato alla storia del "Tiglio verde" è il signor Pietro Casali (Pedar), il cui compito era quello di gestire il giradischi durante le serate in cui non vi era l'orchestra.

mercoledì 8 gennaio 2014

Il telefono pubblico e il cinema Rocco

Negli anni '40, ancora in pieno conflitto mondiale, a Belgioioso vi era il telefono pubblico, un locale dotato di apparecchio telefonico al quale poteva rivolgersi chi aveva necessità di comunicare. Rarissime erano infatti le famiglie che possedevano il telefono.
Inizialmente era gestito dalla signora Amelia Del Fiore e dalla sorella Mentina. 
Chiacchierando con la signora Gina Migliavacca, che insieme a Rina Bertolotti e Mariuccia Marabelli (Mariucì), lavorò al telefono (come dice lei) subito dopo la signora Amelia , ho scoperto che, fino agli anni '50, i numeri privati, appartenenti a famiglie più agiate del paese, erano una decina.
Gli altri erano quelli del municipio, dell'ospedale, della farmacia, del medico condotto...
Spettacolare parlare con la signora Gina, perché a distanza di settant'anni, si è ricordata esattamente la sequenza numerica appartenente alle utenze più "usate" !
Nel 1951 il telefono fu trasferito in Piazza Vittorio Veneto, dove cessò di esistere nel 1963, perchè il "benessere" aveva portato molte famiglie a possedere un apparecchio.
Nella foto si vede chiaramente sulla sinistra l'insegna del locale del telefono in Via Garibaldi e sul marciapiede i cartelloni del cinema "Rocco", che si trovava presso il salone comunale.
Il locale prese il nome dal suo proprietario, che lo gestì fino alla metà degli anni "50, periodo in cui aprì il cinema Gioiello.
Appena riconoscibile sulla destra della foto l'insegna della caserma dei Carabinieri, allora operativa nei locali dove oggi c'è la gioielleria Bazzarini 

sabato 4 gennaio 2014

La butega ad la Sciura Anna la tabachera

Circa a metà di Via Garibaldi, di fronte al Comune, vi era la tabaccheria Garatti, gestita dalla signora Anna e aiutata dal marito e dal cognato.
Il negozio era costituito da tre piccoli locali: uno all' ingresso adibito a tabaccheria, una stanza intermedia con degli scaffali e l' ultima considerata il paradiso dei più piccoli.
Infatti era qualla che accoglieva i giocattoli, anch'essi sistemati un po' sulla scaffalatura e un po' su di un tavolo posto al centro della stanza.
Della  tre vetrine che si affacciavano sulla strada, la più ammirata  era quella dei giocattoli: venivano esposti ordinatamente così da permettere agli avventori di poter sbirciare all'interno.
Graziose bambole, trenini, finti fucili per giovani cow-boy e mini batterie di pentole per provette cuoche erano sempre in bella vista ed attiravano in qualsiasi stagione dell'anno l'attenzione dei più piccoli.

giovedì 19 dicembre 2013

Il distributore AGIP di via Dante

Belgioioso ha subito molte trasformazioni nel corso dei decenni: sono spuntate nuove vie e alcuni angoli del paese sono cambiati radicalmente. Alcuni punti conservano però lo stesso aspetto di un tempo e non mi riferisco solo ai monumenti storici come il castello o la chiesa parrocchiale. Da almeno mezzo secolo, per esempio, esiste un distributore che si trova pressapoco dirimpetto alla ex chiesa dei frati.
Molti over 50 di oggi ricorderanno di averci fatto il pieno da neo patentati, nei lontani anni '60.
Grazie a Federico Bianchi, che per molti anni lo ha gestito insieme al padre Valerio, posso oggi proporvi un'interessante foto d'epoca e la ricevuta di pagamento della prima utenza telefonica dell'attività.

“Rilevammo il distributore nel 1962 – ricorda Federico - da li in poi era tutta campagna fino alla cascina Valcova  e al bar della Mingola a Linarolo. Siamo rimasti sull'impianto per 30 anni fra estati torride e inverni gelidi”.
Molti belgioiosini se lo ricorderanno bene!

domenica 15 dicembre 2013

La segheria Lodigiani

La segheria Lodigiani ha segnato la storia economica e commerciale del nostro paese, dando lavoro ad intere generazioni di belgioiosini e a persone dei paesi limitrofi.
Parte del cortile della segheria Lodigiani, oggi Via Trabucchi (foto Mariangela Speroni)
La prima sede era nel grande cortile di Via Garibaldi, dove oggi c'è
Via Trabucchi e la produzione era interamente incentrata sulla costruzione di imballaggi per le macchine da cucire Necchi.
Oltre a quella della famiglia Lodigiani, vi era un'altra segheria che si trovava appena dopo il passaggio a livello sulla strada per Filighera: era quella dei Signori Salesi che lavoravano per conto della Pasta Agnesi. Nell'immediato dopoguera i Salesi cedettero l'attività ai fratelli Camillo, Battista e Giuseppe Lodigiani che trasferirono in parte la produzione nello stabilimento oltre la ferrovia , avviando la produzione delle cassette per l'Acqua San Pellegrino.
La Ditta impegnava più di cento operai suddivisi nelle varie mansioni. L'attività della segheria terminò nel 1997, con la chiusura definitiva e il successivo smantellamento della fabbrica.


Lino Visigalli, camionista della segheria Lodigiani

lunedì 2 dicembre 2013

La storica macelleria Vigoni

Dietro suggerimento di Claudia Terna ecco il ricordo di un'attività storica di Belgioioso che ha chiuso i battenti proprio pochi giorni fa: la macelleria Vigoni.
Secondo le ricerche di Claudia, tutto iniziò nel nel 1852 con il capostipite Francesco.
In seguito subentrò il figlio Giuseppe e successivamente il primogenito di quest'ultimo, Erminio con la moglie Camilla Ripa.
Rimasta vedova in giovane età, la signora Camilla si occupò del negozio fino al momento di passare il testimone al figlio Emilio (detto Miglietu), che lavorò nell'attività fino a 65 anni.
Un altro cambio generazionale avvenne quando subentrarono nell'attività i figli di Emilio: Luigi, Angela e Mimmo.
Commessi storici della macelleria sono stati Carlo Rebizzi e Gigi Gatelli, altri volti noti del nostro paese.

PS. Giancarlo Coscia ha lasciato su facebook un commento che integra molto bene le foto qui sotto. Lo riporto per intero: Sapete chi è l'uomo con la moto ... ? E Miglietto il papà di Mimmo di Angela e Gigi ... la signora con il grembiule bianco è la mamma di Miglietto, la signora Camilla, l'altra donna e la mamma del Giuseppe Fontana, la signora Pina, la più piccolina è la Mimma la sorella del Giuseppe ... nel negozio a fianco c'è alla finestra la mia tata Maria e sotto il mio bisnonno Angelo ... a quei tempi era una drogheria colorificio ..  

giovedì 28 novembre 2013

Il panettiere Natale Crotti

Natale Crotti, classe 1908, iniziò la sua attività di panettiere in Via Strambio, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
La moglie Carmela gestiva la vendita di prodotti da forno nella piccola bottega accanto al laboratorio.
Il lavoro del signor Natale e dei garzoni iniziava intorno alle due di notte, si accendeva il forno a legna e si faceva il primo impasto con il lievito madre. L'impasto pronto, veniva porzionato in micconi, e pane "piccolo", tipo rosette, "muntà sù" e pasta dura; poi veniva messo sulle assi di legno per la lievitazione e successivamente infornato.
Il pane comune doveva essere pronto alle quattro, perchè a quell'ora , in estate, passavano le mondine a comprare la pagnotta da mangiare durante la pausa pranzo. Poi veniva cotto tutto l'altro pane, che serviva per la vendita in negozio, per il giro delle consegne a domicilio e per la "Cuperetiva", alla quale il forno del signor Crotti forniva il pane.

lunedì 18 novembre 2013

Pechi al barbé

Il givane Piero Pecchi
Pecchi Piero, classe 1916 viveva in Via Strambio con la moglie Ginetta e la figlia Franca, in un'abitazione sulla destra, di fronte al negozio da salumiere "ad Luison".
Piero Pecchi e sua moglie Ginetta
Aveva adibito la stanza al pianterreno a bottega: sarto e barbiere, come usava una volta.
Il pavimento di tavelle, due finestre senza tende e il mobilio utile per svolgere il suo lavoro. 
Ricordo una grossa poltrona girevole, dove mio nonno si sedeva e il suo carissimo amico Pechi (in dialetto con una "c" sola) lo radeva. C'era una specchiera sulla parete, un mobile sul quale vi erano "i ferri del mestiere"e in una angolo la sedia-cavallino, che per i clienti più piccoli che andavano per sfoltire la chioma.
C'era poi un grosso tavolo, sul quale c'erano stesi sempre dei ritagli di stoffa, abiti semi-imbastiti e cartamodelli; appoggiati in modo ordinato le grosse forbici tipiche del sarto, il punta spilli,  e il centimetro. Su una grande stufa fatta di sasso, c'era sempre appoggiato il ferro da stiro, che restava caldo e quindi pronto per poter stirare i capi confezionati.
In una gabbia, un allegro canarino cinguettava tutto il giorno e teneva compagnia agli amici e clienti che quotidianamente passavano alla bottega di Pechi.
Al lunedì, giorno di chiusura per i barbieri e parrucchieri, era facile trovare Pechi "a la Rusa Granda, in sal punt ad la segheria": infatti il suo hobby era la pesca, che praticava nella bella stagione nei fossi di Belgioioso o sulle rive del fiume Po.  

giovedì 31 ottobre 2013

La Luisa e al Natale:i giurnalè ad Belgius

Negli anni '40 a metà di Via Cavallotti si trovava la bottega del signor Siro Senna, abile maniscalco che dal 1947 svolse la sua professione all'interno del cortile della sua abitazione.
Siro Senna
Nel 1954 decise di abbandonare questo lavoro e si specializzò nella fabbricazione di stufe in ghisa. Aprì quindi l'attività, la cui vetrina si affacciava proprio sulla Guardagiosa.
In quegli anni riuscì anche ad ottenere il brevetto che apponeva sullo sportello della sue stufe, dove veniva caricata la legna: raffigurava la Tour Eiffel stilizzata con la scritta Senna.
La vetrina del negozio prima che venisse ampliato
Dopo la morte del signor Siro, la moglie Adele, proseguì nell'attività commerciale aiutata dalla figlia Luisa e da Carlo Gibelli che si occupava della produzione delle stufe.
Nel 1957 la signora Adele decise di cambiare tipo di attività, iniziando così a vendere articoli da regalo e casalinghi e nel 1973 il negozio venne ampliato e divenne anche edicola.
I belgioiosini però, per specificare al meglio dove si recavano a comprare il giornale, avevano soprannominato il negozio "l'edicula ad la frera", a ricordo del mestiere che svolgeva il marito.

Stufa in ghisa con il marchio brevettato
Contemporaneamente l'altro figlio della signora Adele, Natale, rilevò l'edicola del signor Battista Rovida "al pegurin" sul Listone.
Inizialmente l'edicola era situata al margine del marciapiede, vicino alla fontanella e successivamente venne collocata dove si trova ancora oggi.
Natale davanti al negozio dei genitori in Via Cavallotti


L'edicola posta ai margini del marciapiede. Sulla sinistra della foto la giostrina a gettoni.





martedì 1 ottobre 2013

Quando la Salumeria Calvi era “dal Giulio”

Salumeria "dal Giulio", 1924
Ritrovare in una foto di quasi 90 anni fa un negozio che esiste ancora oggi fa un certo effetto. È decisamente una sensazione positiva, che dona un senso di continuità alle cose. Probabilmente anche molti di voi avranno questa impressione guardando l'immagine qui sopra: uno scatto della Salumeria Calvi datato 1924.
“A quei tempi – mi ha raccontato Claudia Calvi – il negozio si trovava in Via Garibaldi ed era conosciuto come “dal Giulio”, per via del nome del nonno”
Questo dettaglio è molto importante perché ci svela una particolarità che ancora oggi si trova nel logo dell'attività. Sul disco che compone il marchio di “Calvi il Salumiere” si può infatti leggere, in caratteri rossi, la storica scritta “dal Giulio”, in ricordo dei vecchi tempi. 

Un modo semplice ed efficace per mantenere il passato a portata di sguardo.


giovedì 29 agosto 2013

Al "Sechin" ovvero Trattoria Ponzinibio

     

Trattoria Ponzinibio ovvero "dal Sechin": in paese era caratteristico ricordare un locale con il nome del suo proprietario e, anche quando questi cedeva l'attività ad altri, l'acquirente si portava in eredità il nome.
I fratelli Ercole e Luigi, aiutati dalle mogli, rilevarono l'attività nel 1970 e qualche anno dopo presso il ristorante stesso fondarono l'Inter club.
Numerose furono le cene in compagnia di campioni neroazzurri degli anni 70/80 che, ospitati nel locale di Via Cavallotti, incontravano i tifosi.
L'attività della famiglia Ponzinibio, che per trent'anni ha deliziato i palati di molti belgioiosini, è terminata nel 2002, quando la licenza è stata ceduta. Ancora oggi però la trattoria viene ricordata come "da Ponsinibio".



venerdì 26 luglio 2013

I luoghi che guardiamo con il cuore.....Migliu al late' nov

Un bar indimenticabile per noi belgioiosini è stato senz'altro quello di "Migliu al la tè nov", chiamato così per distinguerlo dal precedente gestore, anch'egli lattaio, il signor Massaroni.

Arrivati in paese negli anni '60, il signor Emilio e la moglie Piera
hanno amorevolmente gestito il locale per quasi trent'anni;
i tavolini fuori, sul piccolo pasaggio pedonale ombreggiato da platani secolari erano sempre tutti occupati da allegre compagnie di giovani che si ritrovavano da Migliu.
Il buon gelato artigianale attirava schiere di bambini che con mille lire compravano la "parigina", tipico gelato da passeggio.
Il signor Emilio era in piedi sin dalle prime luci dell'alba per aspettare il camion che portava il latte fresco e che a sua volta consegnava a domicilio quotidianamente.
Nonostante siano passati quasi venticinque anni da quando i signori Bollani hanno ceduto la loro attività, il locale è sempre ricordato come "al latè", a testimonianza dell'indelebile ricordo che "Migliu e la Piera" hanno lasciato a noi belgioiosini.

Amici interisti festeggiano da Migliu

mercoledì 17 luglio 2013

LUOGHI CHE GUARDIAMO CON IL CUORE.....IL TAM TAM

"Al Tam Tam" è forse tra i luoghi più ricordati del paese.
Iniziò la sua attività il 10 gennaio 1965, quando la signora Barozzi, moglie del signor Ugo Borsa, aprì, insieme alla mamma, il ristorante pizzeria nei locali siti nel piazzale della stazione, allora zona periferica del paese.
inaugurazione del locale
 Un po' incerte sulle sorti dell'attività, si dovettero ricredere nel giro di poco tempo, perchè il Tam Tam divenne uno di locali più conosciuti non solo in paese, ma nell'intera provincia.
Ugo, che allora era rappresentante per una ditta di latticini, abbandonò questo lavoro per dedicarsi insieme alla moglie al ristorante.
Il locale era praticamente sempre aperto e accoglieva schiere di giovanotti che, a qualsiasi ora del giorno e della notte, approdavano da Ugo per una pizza o un semplice piatto di pasta.

Le ore trascorse al Tam tam sono rimaste nella memoria e nel cuore di molti, grazie anche al clima famigliare e amichevole che i signori Borsa hanno sempre prodigato nel loro lavoro.
Ugo Borsa e la moglie


Ho avuto il piacere qualche anno fa di parlare con la signora Borsa, che mi ha raccontato diversi aneddoti legati alla vita del locale.

Ricordava ad esempio, che una giovane coppia appena sposata, pur di festeggiare il loro primo capodanno al Tam Tam, si accontentò di mangiare su un tavolino da campeggio sistemato nel corridoio vicino alla cucina.
Ricordava poi giovanotti belgioiosini che, dopo aver trascorso qualche ora al bar di Migliu al latè, arrivavano con il motorino al Tam Tam e, affamati, chiedevano ad Ugo di cucinare qualche cosa.
E poi c'era il jukebox....con 20 lire potevi ascoltare tutte le canzoni in voga in quegli anni!!!

venerdì 18 gennaio 2013

La Pesa dei miei ricordi: i campi da bocce e il pergolato

Io da bambina con mia zia Leda e mio zio Ezio

Per me il ricordo della Pesa è e rimarrà sempre uno dei più belli.
Lì ho vissuto la mia infanzia, circondata, oltre che dall'affetto dei miei genitori, anche da quello dei miei zii Ezio e Leda, fratelli di mio padre.
Gli zii Leda ed Ezio
La mia Pesa la ricordo bene: nel cortile, oltre il gioco delle bocce, dove nelle belle sere d'estate si giocava e si facevano veri e propri tornei, c'era un bel pergolato di glicine sotto il quale si poteva pranzare nelle giornate serene.
I campi di bocce della Pesa
All'esterno, oltre alle cantine ed ai ripostigli, c'era pure la saletta del biliardo, ombreggiata dalla vite americana.
Alcuni amici della Pesa
Col tempo questo cortile ha subito dei cambiamenti.
Prima di tutto è stato tagliato il pergolato (che a me piaceva tanto) e poi il proprietario dei muri ha ritenuto necessario togliere uno dei due campi di bocce per ingrandire l'officina che confinava. 
Ma nella mia memoria tutto è rimasto come un tempo...
Premiazione di un  torneo di bocce

giovedì 17 gennaio 2013

Inaugurazione Stilmoda



Un video realizzato da Tronconi per ricordare l'inaugurazione di Stilmoda, nel 1990. Tanti i volti di Belgioioso che rivediamo con piacere.

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