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giovedì 19 marzo 2015

Giovanni Manelli, il postino di Belgioioso


Ai primi del '900, l'ufficio postale era situato in un antico palazzo in centro paese.  ,
Unico postino, fino alla fine degli anni sessanta era Giovanni Manelli, classe 1892.
Prima delle otto, Giovanni era già in ufficio per smistare la posta  che arrivava da Pavia con il treno delle sette e venti e nel pomeriggio con il treno delle quattordici.
Giovanni timbrava le missive fronte e retro, suddivideva il tutto per zone e poi per vie, sistemava la posta nella borsa di cuoio e iniziava il giro di consegna.


Oltre a girare con la sua bicicletta per tutto il paese, si recava anche alle cascine Valcova e Vittoria, costeggiando il sentiero della ferrovia.
A volte la consegna si protraeva anche nel pomeriggio e nella brutta stagione, quando le giornate si accorciano troppo presto, usava una piccola torcia per entrare nei cortili bui.
In tempo di guerra, le lettere che i militari spedivano a casa non venivano consegnate insieme alle altre, ma Giovanni le conservava a parte e le portava ai destinatari anche a sera tarda, quando era certo di trovare in casa qualcuno: sapeva bene quanto i parenti dei solati aspettassero con ansia notizie dai loro cari!
Terminò il servizio di postino nel 1965, con il raggiungimento dell'età pensionabile.

Paolo Verri sul tetto del mondo

Oggi Belgioioso....vi Racconta la magica avventura di un nostro concittadino, Paolo Verri, salito "sul tetto del mondo", grazie ad una generosa scorpacciata di piselli.
Chissà  se da piccolo, come tutti i bambini, quando si trovava nel piatto questi piccoli legumi, ne era ghiotto o li scartava mettendoli sul bordo del piatto...
Fatto sta, che martedì sera alla trasmissione "Lo Show dei record"
condotto da Gerry Scotti, Paolo aveva talmente fame che ne ha divorati ben 86 in un minuto, battendo la detentrice del titolo, una signora irlandese che ne ha mangiati "solo" 60.

Scherzi a parte, questo risultato è stato davvero meritato: Paolo si è preparato per molti mesi, mangiando i piselli che la mamma Mariuccia cucinava e grazie anche all'incoraggiamento dei suoi due "allenatori" Angelo Villani e Angelo Formaggia, che quotidianamente, come un vero team, aiutavano Paolo ad allenarsi in vista della gara.
Per tutti è stata una bella soddisfazione e, alla proclamazione del nome del nuovo "recordman", in Via Strambio, dove risiede Paolo, è iniziata la festa !

Tantissimi complimenti e grazie per aver onorato ancora una volta il nome di Belgioioso!

 

venerdì 2 gennaio 2015

Quando l'abito lo faceva la sarta

Il mestiere della sarta era, fino a una trentina di anni fa, un'attività molto diffusa a Belgioioso. L'ultimo numero del periodico edito da Luigi Migliavacca riportava bei racconti e ricordi della sarte che abitavano in Via Dosso.
Tante erano le botteghe di questi abili artigiani, che confezionavano abiti sia da uomo che da donna.
In Via Rosselli abitava la signora Ada Fornasini "sarta finì", chiamata così perché, già all'età di quattordici anni, frequentava una scuola a Milano per imparare il mestiere.
Come la maggior parte dei suoi colleghi lavorava presso la propria abitazione e si riforniva di stoffa da "Ginu al marcant ad la cuntrà".
Le clienti sceglievano su cartamodello l'abito adatto alle loro esigenze e da quel momento iniziava il lavoro.
Sul tavolone tratteggiava la stoffa con un gessetto e, successivamente, imbastiva la stoffa; provava il modello prima su un manichino per correggere eventuali imperfezioni e infine lo faceva  provare alla cliente, passando così alla cucitura definitiva.

Era molto brava a confezionare abiti da sposa, che amava arricchire di tulli e volant.
Era solita applicare all'interno dell'abito una fettuccia con il suo nome e cognome.
A lavoro ultimato, l'abito, sapientemente stirato, veniva avvolto nella carta da pacco chiuso ai lati con gli spilli.

venerdì 12 dicembre 2014

Ciao Gianni, ci mancherai


Questa notte si è spento nel sonno Gianni Riva.
Gianni era una persona cara a me e a molti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo.
Nonostante i suoi 90 anni era un uomo spiritoso e di compagnia e si faceva benvolere da tutti.
Non posso fare a meno di ricordarlo, sorridente e felice, nel giorno del suo ultimo compleanno, festeggiato dalla figlia Lucia, da tutti i suoi cari e dagli amici.

Caro Gianni sentiremo la tua mancanza, ci mancheranno i racconti dei tuoi viaggi, quando lavoravi come camionista, le tue battute spiritose e i tuoi sorrisi.
Resterai sempre nel cuore di chi ti ha voluto bene e che apprezzava la bella persona che eri.

Ciao Gianni!

martedì 2 dicembre 2014

Aspettando il Natale... all' oratorio

All'oratorio, durante il periodo invernale, si abbandonano i giochi all'aperto e ci si dedica ad attività ludiche all'interno delle sale o nel teatro.
Si incomincia a preparare la recita: cartoncini colorati per allestire le scene, brillantini e strisce per decorare i vestiti e tanti canti tradizionali a fare da contorno alle belle sceneggiature sapientemente insegnate ai ragazzi.

Gara di scopa del 1962: vincitori Bottani e Scarini

Negli anni '50 e '60, oltre alla tradizionale rappresentazione della Natività, all'oratorio si organizzava anche il torneo di ping-pong, che impegnava i ragazzi ( le ragazze frequentavano l'istituto delle suore Canossiane) per qualche settimana, seguendo un preciso calendario degli incontri ad eliminazione.
Torneo di ping-pong
Pinuccio Regali, nel 1959 ottenne il titolo di campione provinciale di torneo di ping-pong disputato fra gli oratori della provincia di Pavia.
Classico appuntamento oratoriano del mese di dicembre era la gara di scopa a coppie. Ci si ritrovava alla sera nelle sale adiacenti il bar e i partecipanti si sfidavano in avvincenti partite
riscaldati dal tepore della stufa a legna.
Recita di Natale 1998
A partire dalla metà degli anni '80, con l'arrivo di don Lorenzo prima e di don Marco poi, si organizzava la vacanza in montagna durante la settimana di capodanno: cinque giorni all'insegna dello stare insieme divertendosi sulla neve.
Anche quest'anno l'oratorio sta già scaldando i motori per regalare ai ragazzi momenti di allegria e divertimento. Grazie alla signora Pinuccia Lodigiani, maestra in pensione, si allestirà uno spettacolo teatrale natalizio, al quale oltre ai bambini, potranno partecipare anche gli adulti. 
Lizzola, gennaio 1987

Chissà se "la generazione passata" riuscirà " a fare le scarpe" ai ragazzi, abili attori e ballerini?
Non ci resta che andare ad assistere alla rappresentazione che si terrà nel teatro dell'oratorio il prossimo 14 dicembre.




martedì 25 novembre 2014

Aspettando il Natale...appena quindici anni fa

"Santa Santa Caterina, liga i vac a la casina. Lighi ben, lighi mal, ghè un mò un mes a andà a Nadal".
In tempi più o meno lontani, le mandrie che erano rimaste al pascolo per tutto il periodo estivo e autunnale venivano riportate nelle stalle proprio in questa data, il 25 novembre, giorno di Santa Caterina.
Mancava esattamente un mese al Natale e, come da tradizione, si iniziavano i preparativi per la festa più bella dell'anno.
Le vie di Belgioioso, già da qualche settimana, sono addobbate con le caratteristiche luminarie e nelle vetrine dei negozi fanno capolino i primi panettoni, fiocchi e lustrini
Oggi voglio pubblicare un filmato che mio papà Angelo ha realizzato nel 1999: la piazza illuminata, i negozi addobbati a festa, e gli zampognari ci introducono nel magico clima natalizio.
Grazie a queste immagini possiamo rivedere il nostro bel paese di
appena...quindici anni fa !


giovedì 20 novembre 2014

La squadra misteriosa


Come dice il titolo, questa foto è un piccolo mistero che spero di svelare con il vostro aiuto. Me l'ha data Giulio Giuzzi che l'ha acquistata tempo fa al mercatino dell'usato di Broni. Sul retro c'è scritto “Belgioioso 1950” ma non siamo riusciti a scoprire nulla della squadra immortalata. Riconoscete qualcuno? Sapete dirci di più?


giovedì 23 ottobre 2014

Mio nonno Aldo


Quando questo mese autunnale volge alla fine, ripenso spesso al mio nonno materno.
Se n'è andato il 23 ottobre di 27 anni fa e da allora sono passati altri tre quarti della mia vita.
Ai tempi non avevo ancora 9 anni e di lui mi sono rimasti meno ricordi di quanti ne vorrei. Tuttavia non l'ho dimenticato, né lo farò mai.
Aveva un sorriso leggero sotto i baffi sottili e la sua andatura era un po' stanca e vacillante perché la salute non era mai stata il suo punto di forza. Era nato il giorno di San Valentino, il 14 febbraio del 1915. Negli anni a seguire, quando già non c'era più, ho pensato tante volte che fosse una data adatta a lui quel giorno degli innamorati, perché era una persona sensibile e delicata, qualcosa di bello e fragile come lo è l'amore.
Per altri era Aldo della Pesa, il ristorante che aveva gestito per tanto tempo, oppure Aldo il fratello di Ezio o ancora Aldo del negozio di liquori. Per me era il nonno Aldo, quello che conteneva con pazienza l'indole esuberante di mia nonna Linda, quello che giocava con me, che mi parlava come se capissi tutto. E soprattutto era quello che mi raccontava le storie, storie bellissime che chissà da dove gli arrivavano.

Adesso che ho quasi quattro volte l'età che avevo nel 1987, quando lui è andato via, penso che mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio e parlargli da uomo a uomo. Purtroppo non ce n'è stato il tempo ma la memoria, l'immaginazione e l'affetto mi basteranno per ricordarlo così, con poche righe in un luogo di ricordi.

domenica 5 ottobre 2014

La dinastia "dal plandunin dal Rusò"

Luigi Verri arrivò a Belgioioso da Sant'Alessio con Vialone nel 1928 e trovò casa in Via F.lli Strambio.
Da bravo coltivatore quale era ebbe subito l'esigenza di procurarsi della terra da poter lavorare; ne trovò una di cinquanta pertiche nelle campagne di Via Cantone.

Angiuletu al plandunin

Il foraggio che i campi producevano, serviva per sfamare le cinque mucche da latte, il cavallo, il maiale e le galline che possedeva e che accudiva con devozione.
Questi animali erano una ricchezza per chi li aveva, in quanto garantivano latte, uova e carne che in parte venivano consumati dalla famiglia. Il resto veniva venduto.

Maria, moglie di Angiuletu al plandunin

Nella conduzione della fattoria è poi subentrato il figlio Angelo, conosciuto da tutti come Angiuletu al plandunin.
Prese in affitto altre terre, dove seminava il granoturco, utile come mangime naturale per gli animali.

Luigi Verri
Negli anni '70 e '80, gran parte del latte prodotto, veniva venduto alla Galbani, mentre una piccola parte veniva "commercializzata" privatamente: le donne del rione passavano "cun al pugnatin" giornalmente e "acquistavano" la quantità che necessitava.
Ancora oggi, Luigi, figlio di Angelo, continua la tradizione di famiglia, ormai più per hobby che per lavoro, mantenendo le antiche tradizioni contadine e rievocando con spontaneità riti e usanze di un secolo fa.

Foto scattata da Mario Amato



 

lunedì 1 settembre 2014

La gioventù in cascina di Teresio Parisi


Ho incontrato Teresio Parisi per farmi raccontare la sua gioventù in cascina. Le parole e i ricordi hanno dipinto un quadro affascinante sulla vita che si faceva un tempo nelle corti, con tutti i piccoli rituali di allora: la vendita del latte e delle galline, la macellazione del maiale con la conseguente risottata in compagnia e tanti altri momenti preziosi.
La storia di ciascuno di noi è una storia unica al mondo e merita di essere raccontata.




martedì 19 agosto 2014

Una foto di classe di oltre 80 anni fa

Oggi si torna a scuola con un bel balzo indietro di diversi decenni. La foto che mi ha dato Federico Bianchi ritrae gli alunni nati agli inizi degli anni '20 ed è stata scattata oltre 80 anni fa. Un'immagine preziosa che ci mostra i volti di tanti ragazzi di ieri che oggi possiamo ritrovare e ricordare.


martedì 12 agosto 2014

Ricordando un Amico: Angelo Sozzi


Lo scorso 25 giugno, Angelo Sozzi, un nostro caro amico, ci ha lasciati.
Era una persona piena di vita, che coltivava molti hobby: collezionava modellini di trattori e mini radio, amava la musica ma soprattutto era un grande appassionato di fotografia e filmati.

È stato uno dei pionieri delle prime riprese amatoriali di Belgioioso e di altri luoghi da lui visitati in gioventù. Molto del materiale raccolto da Belgioioso Racconta viene proprio dai suoi archivi.
Sentiremo molto la sua mancanza. Ci mancheranno le sue battute (era una persona dotata di un grande senso dell'umorismo), le sue riprese e le chiacchierate che facevamo.
Soltanto qualche settimana prima di lasciarci, nonostante si sentisse già poco bene, la passione per la fotografia lo ha spinto a San Colombano, ad immortalare il castello e il borgo circostante.
Ci sembra di vederlo ancora sorridente alla festa dello scorso maggio, la serata amarcord per il Tiglio Verde.
Caro Angiolino, ci piace pensare che adesso tu sia in compagnia del tuo caro amico Giovanni, del quale parlavi sempre, e di tutti i tuoi affetti che ti hanno preceduto nel luogo nel quale ti trovi ora.
Per quanto ci riguarda rimarrai sempre nei nostri cuori.
Ciao Angiolino!


Maurizio Ragni e Loredana Sclavi


mercoledì 6 agosto 2014

I coscritti di ieri


Questa fotografia mi è stata consegnata da Mario Bottani.
L'immagine lo ritrae all'età di 18 anni, durante la festa dei coscritti.
A quei tempi (negli anni'50) era un momento goliardico molto sentito, che si organizzava prima di partire per il servizio militare. Come sapete, allora la leva era obbligatoria.
Durante quei giorni di festa (mi pare fossero tre), i nostri diciottenni di una volta giravano per le vie del paese su un carro tutto agghindato. Durante la sfilata suonavano e ballavano, rubavano le scope e si fermavano a baciare le ragazze che incontravano lungo la strada.
Tutti avevano dei berettini e dei fazzoletti colorati che riportavano l'anno di nascita.
Per l'occasione si appendevano ovunque dei volantini con delle scritte “sibilline” (non offensive ma spiritose) così come erano allusive le scritte che si facevano per terra.
I giorni di festa si concludevano tradizionalmente con il pranzo o la cena.
La foto ritrae i ragazzi di allora proprio dopo il momento conviviale, nel cortile della Pesa dove avevano pranzato.
La ragazza immortalata è mia zia Leda che (come ho già detto) gestiva il locale con i suoi fratelli Aldo, mio padre, e Ezio.
La tradizione dei coscritti si rinnova nel nostro presente, anche se il militare obbligatorio non esiste più.
I diciottenni di oggi festeggiano ancora, in modo più moderno (non hanno più il carro, non rubano più le scope e del loro gruppo fanno parte anche le ragazze, loro coetanee), la loro entrata in società e l'ingresso nel mondo degli adulti.




lunedì 21 luglio 2014

Quei vedovi allegri in una vecchia recita all'oratorio


Tempo fa, Aldo Suardi ha consegnato ai miei genitori alcune foto molto interessanti che rappresentano testimonianze preziose del passato belgioiosino.

Quelle pubblicate oggi, per esempio, ci raccontano di una lontana recita svoltasi all'oratorio, tanti anni fa.


Aldo e i suoi amici (vi sfido a riconoscerli!) interpretavano tre giovani vedovi che, dopo aver chiesto un giorno di ferie per assistere a una funzione religiosa in ricordo delle mogli scomparse, decidono di trascorrere una giornata spensierata al lago.


Chissà, magari qualcuno di voi era seduto in mezzo al pubblico e si ricorda anche come è andata a finire la storia...


lunedì 7 luglio 2014

Buon compleanno Tiglio Verde: davvero una bella festa!

“Se quest'albero potesse parlare quante ne racconterebbe”, mi ha subito detto una signora sabato sera. Questo pensiero è stato immediatamente condiviso da molti dei presenti, quasi tutti habitué del glorioso dancing Tiglio Verde, venuti alla Trattoria Il Giardino dei Sapori per fare gli auguri a quell'amato albero che dava il nome al locale della loro gioventù. E quale modo migliore per celebrare i 100 anni della maestosa pianta se non una serata di danze e allegria come quelle dei bei tempi andati?
Io non so ballare e, nonostante le anime della festa mi chiedessero di mettermi in gioco, ho ritenuto di limitarmi a osservare chi invece lo sapeva fare a regola d'arte. Anche vivere la serata da spettatore è stato emozionante perché mi ha fatto scoprire una volta di più che in certi momenti il tempo può riavvolgersi e tornare indietro, lasciando spazio ai ragazzi di ieri che riguadagnano la pista con un'energia invidiabile.
Bravi! Sono sicuro che osservando tanta vitalità e voglia di divertirsi, il nostro tiglio avrà sorriso e avrà accolto tra i suoi rami quell'ennesimo momento di gioia. Di certo lo custodirà per noi, come ha sempre fatto con tutti gli istanti preziosi di cui è stato testimone.



Se volete le foto che abbiamo scattato sabato sera contattateci all'indirizzo info@belgioiosoracconta.com o chiamate il numero 349.6422005

martedì 17 giugno 2014

Ginin e Cecilia


Ginin e Cecilia

Teresa “Ginin” Suardi e Cecilia Brera abitavano vicino a casa mia.
Erano due cognate molto simpatiche che mi volevano bene. A mia volte ero affezionatissima a loro e le consideravo un po' come delle zie, sicura del loro affetto perché mi avevano conosciuta bambina e vista crescere.
Le loro case erano per me delle isole felici dove mi rifugiavo nei momenti liberi per fare una chiacchierata, scambiare qualche confidenza, ricevere consigli preziosi o ,più semplicemente, bere un caffè.
Queste due signore erano persone d'altri tempi e conoscevano il valore dell'amicizia, un valore che
purtroppo, per molti, si è perso.
Ginin, che non si era mai sposata, aveva un carattere brillante e spiritoso e stava bene in compagnia di tutti ,sia giovani che anziani. Era moderna, le piaceva visitare le città e spesso andava in gita con la sua amica Pierina.
Nelle sere d'estate la sua casa era il ritrovo delle amiche che si sedevano davanti alla porta a chiacchierare del più e del meno. Era il bar del risparmio!
Cecilia era invece rimasta vedova in giovane età e aveva sposato il cognato in seconde nozze.
Il primo marito era un aviatore, il secondo aveva un garage.

I suoi due mariti erano fratelli di Ginin ed erano conosciuti come “i bei fiulin”.
Rimasta vedova per la seconda volta e con un figlio piccolo da crescere, Cecilia ha gestito per anni un negozio di frutta e verdura in via Cairoli.
Io la ricordo come una donna dal carattere socievole, una nonna amorevole che stravedeva per i suoi due nipotini: Gianni e Livia.
Negli anni '70 aveva anche gestito la lavanderia a gettoni della famiglia Lavezzi, che si trovava in via XX settembre, dove ora c'è una pizzeria da asporto.
Nelle foto che vedete in alto, che il figlio di Cecilia, Aldo Suardi, mi ha gentilmente concesso, le si vede ritratte insieme.
Nello scatto qui sotto c'è invece Gianni, il nipotino adorato, immortalato nel giorno del suo secondo compleanno.
Sapete dove lavora oggi quel bimbo? Presso la salumeria Calvi. Lo conoscerete senz'altro!
Nella foto della festa ci sono anch'io, la ragazzina con la frangetta, e c'è pure la mia mamma Linda.
Tutti questi sono ricordi bellissimi che mi sono rimasti nel cuore, come l'immagine di quelle due meravigliose donne alle quali ho voluto molto bene.

venerdì 6 giugno 2014

E' finita la scuola !!! Ecco qualche foto di classe!

In questi giorni di inizio giugno, in cui il primo atteso caldo si fa sentire, termina come di consueto l'anno scolastico.
E' l'inizio di giornate spensierate, da vivere all'aria aperta, al grest dell'oratorio o in piscina, in compagnia degli amici.
Sulla scrivania di mia figlia, esposta in bella vista, c'è la foto di classe, scattata qualche giorno fa.
Belgioioso Racconta, vuole rendere la pubblicazione delle vecchie foto di classe, un appuntamento fisso, al quale tutti possono collaborare, inviando le proprie foto... di qualche anno fa.
Questa volta pubblichiamo uno scatto dei nati nel 1955, quando frequentavano la prima elementare con l'insegnante Maria Luisa Greppi, e la foto di una classe dell'indimenticabile maestra Lorenza Villa.


martedì 3 giugno 2014

C'era una volta il Tiglio Verde... - Foto e filmato della serata



Ecco, come promesso, le foto e il filmato della festa svoltasi al Tiglio Verde, lo scorso 24 maggio. Io, per i motivi che ho già spiegato, non ho potuto essere presente ma ho comunque chiesto ai miei genitori di raccogliere un po' di materiale fotografico e video, perché restasse qualche ricordo in più di una bella serata. Mi è dispiaciuto molto non essere lì con voi ma sono stato contento di ritrovarvi nel video e nelle immagini. Eravate tanti e vedo con piacere che avete accolto il mio invito a fermare il tempo sulle note dei ricordi, riavvolgendo gli anni a passo di danza. A occhio e croce la magia è riuscita!

mercoledì 28 maggio 2014

Un ricordo di Giuseppina Granata

Pubblico oggi una lettera (corredata di alcune foto) che Lucia Riva ha voluto scrivere alla sua mamma, Giuseppina Granata, scomparsa il 27 maggio di 17 anni fa. Belgioioso Racconta è un luogo di di storie ma anche di ricordi e le toccanti parole di chi vuole mantenere viva la memoria di una persona che non c'è più merita di trovare spazio in queste pagine.



Cara Mamma,
il 27 maggio 1997 purtroppo ci hai lasciati e sono ormai 17 anni. La tua mancanza si è sentita e si sente tutt’ora, io dico sempre che il mio cuore non è più intero manca una parte e quella parte è andata via con te. A volte mi chiedo se potessi vederti ancora una volta cosa potrei dirti ma poi penso che un lungo abbraccio varrebbe di più di tante parole e comunque sono sicura che tu da lassù vedi tutto.
Voglio ringraziarti perché quella che sono ora e lo devo a te Mamma, l’avermi trasmesso quella umiltà e bontà che avevi verso gli altri, soprattutto per le persone ammalate, i più deboli. Mi ricordo quando non stavi bene ed eri in quel letto di ospedale ti preoccupavi per gli altri e mi dicevi che c’era chi stava peggio di te, nonostante la tua malattia che ti faceva soffrire.Eri felice quando aiutavi gli altri e mi ricordo quando partivi per Lourdes con l’Unitalsi e facevi la dama e mi dicevi “devi venire anche tu per capire cosa si prova, non si può descrivere”, avevi la tua divisa che ti ricordava i tempi di quando lavoravi come infermiera. Avremmo voluto fare quel viaggio insieme ma purtroppo non ci siamo riuscite.

Ti ringrazio anche per tutti quei “no” che mi dicevi che al momento mi facevano arrabbiare e ti chiedevo ma “perché no” e tu rispondevi “perché no è no” poi con il tempo ho capito e di questo oggi ne sono felice perché anche questo mi ha aiutato. Sono orgogliosa perché quei valori che mi hai trasmesso, a mia volta sono riuscita a trasmetterli a Jessica, sono certa che approvi la scelta che lei ha fatto di cambiare totalmente professione e di dedicarsi alla cura di persone non autosufficienti, nonostante io avessi qualche perplessità, se ci fossi stata tu l’avresti sicuramente incoraggiata.

So anche che approvi e comprendi il fatto che, essendo costretta a non portarti più i fiori, in quanto vengono danneggiati da ignoti, l’alternativa di devolvere offerte a PAVIAIL equivale a quelle rose, gerbere e soprattutto a quei crisantemi gialli che mi avevi fatto promettere di portarti il giorno della commemorazione dei defunti nonostante non mi piacessero. Questo mi dispiace e mi ha fatto soffrire parecchio perché tutti vorrebbero portare un fiore ai propri cari ma fa molto più male arrivare sulla tua tomba e trovarli letteralmente spezzati, quindi visto che la storia si ripete ancora adesso basta.
La tua mancanza la sento e tanto, nonostante io abbia una figlia e un marito che amo e che mi sono sempre stati vicini ed aiutato e mi aiutano tutt’ora sia nel lato affettivo sia nel lato pratico, nello stesso tempo mi conforta il fatto di aver fatto il possibile per curarti e soprattutto di non avere avuto fino ad ora e anche in futuro mai rammarichi e questo mi aiuta e ne vado fiera. Ho ancora la fortuna di avere con me il papà che come sai con la mia famiglia stiamo facendo di tutto per curarlo al meglio ed anche di questo in futuro io non avrò nessun rimpianto.
Grazie per la Mamma che sei stata, grazie per tutto quello che mi hai insegnato, ti voglio bene.


Lucia

Renato Berti, al fiò dal "Topolino"

Renato Berti, classe 1945 a Belgioioso era conosciuto come "al fiò dal Topolino".
Sua figlia Melissa mi ha dichiarato che esattamente non sa perché il nonno venisse chiamato così: probabilmente per via della statura.
Renato era un personaggio noto in paese e, anche se venuto a mancare prematuramente nel 1991, i belgioiosini lo ricordano sempre con tanto affetto e simpatia.
Sportivo e atletico, ha militato tra le fila della nostra Constantes e successivamente venne "acquistato" dal Voghera, proprio per le sue grandi doti calcistiche.
Nel periodo autunnale, munito del suo tre ruote sul quale trasportava la macchina per pigiare l'uva, andava presso le "cantine di famiglia" dove, fin quando la luce del giorno lo permetteva (e a volte anche oltre) spostava e svuotava pesantissimi cestoni pieni di grappoli d'uva bianca o nera appena vendemmiati.Il macchinario era collegato ad un grande tubo in plastica che terminava nella botte di cemento in cantina e da li sgorgavano litri e litri di mosto che, almeno per due settimane, doveva "sobbollire". Nel frattempo tutto intorno si creava una fitta nube di moscerini attirati dall'odore forte e aspro.Renato  era "amico di tutti" e stare in compagnia era ciò che lo rendeva felice.

Si era soliti incontrarlo nei locali del paese, alla "Pesa" o da "Ponzinibio", dove s'intratteneva con gli amici, scambiando qualche battuta o commentando con "folclore" i risultati delle partite.



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