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domenica 5 ottobre 2014

La dinastia "dal plandunin dal Rusò"

Luigi Verri arrivò a Belgioioso da Sant'Alessio con Vialone nel 1928 e trovò casa in Via F.lli Strambio.
Da bravo coltivatore quale era ebbe subito l'esigenza di procurarsi della terra da poter lavorare; ne trovò una di cinquanta pertiche nelle campagne di Via Cantone.

Angiuletu al plandunin

Il foraggio che i campi producevano, serviva per sfamare le cinque mucche da latte, il cavallo, il maiale e le galline che possedeva e che accudiva con devozione.
Questi animali erano una ricchezza per chi li aveva, in quanto garantivano latte, uova e carne che in parte venivano consumati dalla famiglia. Il resto veniva venduto.

Maria, moglie di Angiuletu al plandunin

Nella conduzione della fattoria è poi subentrato il figlio Angelo, conosciuto da tutti come Angiuletu al plandunin.
Prese in affitto altre terre, dove seminava il granoturco, utile come mangime naturale per gli animali.

Luigi Verri
Negli anni '70 e '80, gran parte del latte prodotto, veniva venduto alla Galbani, mentre una piccola parte veniva "commercializzata" privatamente: le donne del rione passavano "cun al pugnatin" giornalmente e "acquistavano" la quantità che necessitava.
Ancora oggi, Luigi, figlio di Angelo, continua la tradizione di famiglia, ormai più per hobby che per lavoro, mantenendo le antiche tradizioni contadine e rievocando con spontaneità riti e usanze di un secolo fa.

Foto scattata da Mario Amato



 

sabato 21 giugno 2014

Al Rusò in festa, edizione 2014




Domenica scorsa, 15 giugno, "Al Rusò in festa" è andato in scena.
Dopo aver fatto i conti con l'incertezza del meteo, il Comitato festeggiamenti ha deciso, all'unisono, di procedere secondo il programma prestabilito.
L'allestimento delle vie (Rusò e Canton) è stato possibile grazie all'aiuto di tutti, che al primo raggio di sole, sono usciti di casa e hanno dato la propria disponibilità per preparare la grande festa!
Nel pomeriggio, corteo con alcuni componenti della banda sino alla Madonnina di Via Cantone, dove don Tino ha benedetto i "Rusolin", i biscotti "dal Rusò" e poi apertura dell'inguriera, gara delle torte, esposizione dei ritratti "ad la gent dal Rusò" realizzati da Sergio Bollani, giochi per i bambini, presentazione del libro "Al Rusò, i curt di Panarot cui veg mangià" di Rosella Bottani e punto ristoro con il classico "bicer da Spuma biunda" presso Luisa Fiocchi.
La serata ha proposto il gradito concerto della banda Santa Cecilia, con il saggio degli allievi e l'esibizione della scuola di danza Academy.
Don Giovanni Lodigiani, presentatore ufficiale della serata, ha avuto l' onore di annunciare il primo "concerto" della Panarot Hurchestra, che per l'occasione ha inciso il cd "Madunina dal Rusò".
Ancora una volta "al Rusò e al Canton" hanno voluto con semplicità, rievocare vecchie tradizioni, improntando la festa di quest'anno sull'arte culinaria.
Si sono rispolverate antiche ricette locali, preparate con gli ingredienti che offre l'orto, con le uova del pollaio o il riso delle nostre campagne. 
In esposizione vecchie pentole in rame, attrezzi da cucina ormai sostituiti da moderni frullatori e pregiatissimi servizi in porcellana.
Un grazie a tutte le numerosissime persone che hanno collaborato e partecipato alla festa: il loro contributo permetterà di devolvere la beneficenza al "CDD Il Giardino" e all' Oratorio San Luigi di Belgioioso.

giovedì 22 maggio 2014

Belgioioso e i suoi cortili

Belgioioso, con i suoi seimila e qualcosa abitanti, oggi è un centro multietnico ma, fino a qualche decennio fa, era interamente popolato da belgioiosini nativi e immigrati di altre regioni d'Italia in cerca di lavoro.
Il paese è diviso in due dalla statale che collega Pavia a Cremona e da altre due arterie principali: Via Garibaldi e Via Cavallotti. Da queste strade (le più importanti, insieme a Viale Donna Anna d'Este) si diramano tante vie più o meno lunghe, a formare la rete delle vie di Belgioioso.
Su ognuna di queste, si affacciano molti cortili. A modo loro piccoli mondi.
Alcuni hanno un nome proprio, dato da chissà quale nostro antenato belgioiosino che lo volle identificare e distinguere da un altro.
la curt ad Dosi in Via Tre Martiri
Molti di questi cortili sono denominati "curt ad Dosi": infatti la famiglia Dozzio era proprietaria di parecchie case in paese e per questo gli spazi in cui vi erano queste abitazioni venivano chiamati così.
Famosa è "la curt ad la murunà", in Via Dosso, anch'essa di proprietà Dozzio. Da tempo è ritornata in auge grazie alla Compagnia Teatro Insieme, che ne ha fatto la "sua dimora".
la curt ad la Francia
Come dimenticare poi "la curt ad la Francia" ? Sapete perché è chiamata così? La "leggenda" narra che era una corte talmente grande che assomigliava allo stato francese.
E chi ci abitava in corte della Francia? La signora Italia!
Di fronte poi pare ci fosse "la curt ad la Spagna", ovvero quel cortiletto di fianco al negozio del fotografo Grioni, in Via Cairoli.
La curt di Cravì
Lungo tutto il percorso di Via Strambio "al Rusò" si affacciano un'infinità di cortili, ognuno avente un proprio nome: "la curt dal plandunin", "la curt di Cravì", "la curt di Forti", "la curt di frè frè",
"la curt ad Varnà", quella "dal Vedriè", "la curt dal Campirò" e quella "di Prussian" e via dicendo.
In Via Cantone c'è "la curt dal Rumita", "la curt di salarià" e la "curt dal Moru".
La curt dal giass
Sempre nel cuore dei belgioiosini "la curt dal giass" , oggi riqualificata, chiamata così perché vi era il deposito dei blocchi di ghiaccio che servivano per conservare i cibi quando non c'erano ancora i frigoriferi.
In Via Cavallotti c'è anche "la curt da Sechìn" e quella "ad l'Oca d'ora".
Molte altre ve ne sono, ognuna caratterizzata da qualche particolare che la rendeva talmente unica da essere ancora oggi ricordata con un nome preciso.
In fondo Belgioioso è bello anche per questo!

giovedì 8 maggio 2014

Il Torneo dei Rioni

Negli anni '60 l'oratorio organizzava il torneo dei rioni, un'avvincente competizione che vedeva coinvolti ragazzini proveniente da ogni angolo del paese.




Ambrogio Rizzi ha trovato questa foto del 1962 su un vecchio giornalino, "Il Vittorioso" e noi la pubblichiamo volentieri.
La squadra in questione era la Junior di Via Garibaldi, un formazione un po' carente di atleti, che doveva attingere giocatori da altri rioni di Belgioioso.
"Originari" di Via Garibaldi erano solo Ambrogio Rizzi e Dario Bazzarini, mentre gli altri ragazzi risiedevano in altre vie.

martedì 6 maggio 2014

Un piccolo incidente in piazza negli anni '60

Qualche tempo fa Federico Bianchi ha trovato queste due foto e me le ha mandate per consentirmi di pubblicarle su Belgioioso Racconta.
“Risalgono agli anni '60 – mi ha detto - come potrai notare siamo sull'incrocio tra la piazza Vittorio Veneto, Viale Dante  e via Felice Cavallotti (la piazza, la stra par Pavia e la Guardagiusa). Ai tempi di veicoli ne giravano pochi ma poteva comunque capitare qualche incomprensione tra automobilisti, con relativa collisione come in questo caso”.
Le due immagini sono molto interessanti anche perché immortalano lo stesso episodio da due angolazioni diverse, regalandoci un quadro completo.
“Nella seconda si può vedere bene il gruppetto di persone che si era radunato sull'angolo della drogheria del Tanino”, mi fa notare Federico.


Spaccati di vita quotidiana come questi sono molto preziosi perché ci permettono davvero di ricostruire un'epoca!

martedì 24 dicembre 2013

I palloncini rossi per Babbo Natale - una storia dal Rusò


Quest'anno alcuni belgioiosini hanno reso ancora più vera la magia del Natale. Quello che è accaduto è tanto bello che merita di essere raccontato. Potete scoprirlo qui di seguito, grazie alle parole di Claudia Terna, una dei protagonisti di questa splendida storia natalizia che inizia con dei palloncini color rosso...


“Michele Fiocchi di Via Cantone, mentre era in campagna a cercare qualche ramo di pino per gli addobbi, ha trovato una letterina legata a due palloncini color rosso. Stupito ed entusiasta allo stesso tempo, me li ha portati e insieme abbiamo aperto e letto la missiva: “Mi chiamo Mirko, ho quattro anni e abito a...in via...e siccome quest'anno sono stato buono vorrei una macchinina rossa telecomandata”. Ovviamente la lettera era indirizzata a Babbo Natale.

Ci siamo "sciolti"per l'inaspettata situazione in cui ci trovavamo ed è subito partita la ricerca del bimbo, del quale non conoscevamo il cognome, ma solo la città e l'indirizzo. Grazie alla collaborazione del Comune di Arosio, in provincia di Como, abbiamo appreso che il bambino aveva lanciato i palloncini in cielo durante la festa che si era svolta all'asilo solo il giorno prima. Dopo un lungo viaggio di cento chilometri, la lettera è atterrata nelle campagne dei "risin" in sal Canton.

L'assessore ai servizi sociali del comune, signora Alessandra Pozzoli, si è subito dimostrata commossa e collaborativa, ed ha accolto con gioia la nostra intenzione di inviare il dono al piccolo Mirko.

Oggi, martedì 24 dicembre, l'amministrazione Comunale di Arosio, organizzerà una festa per i bambini e parteciperà anche Mirko al quale verrà consegnata da Babbo Natale in persona la macchinina rossa telecomandata tanto desiderata, che noi Panarot gli abbiamo regalato!
Ci è sembrato un gesto di "riconoscenza" nei confronti di Mirko che con la semplicità del cuore di un bambino di quattro anni, ha scritto un suo desiderio e la sorte lo ha fatto pervenire a noi.

Ci siamo sentiti felici e "importanti", a conferma che la semplicità delle piccole cose può regalarci momenti magici.

Ringraziamo sinceramente i genitori di Mirko che hanno accettato il nostro dono, il sindaco del Comune di Arosio e l'assessore ai servizi sociali Alessandra Pozzoli, a i quali abbiamo mandato i nostri libri e "l'aria buna dal Rusò", sperando di poterli avere ospiti alla nostra prossima festa!

L'assessore ci ha promesso che ci invierà le foto della consegna del dono e noi dal Rusò sogneremo Mirko...un po' come un piccolo Panarot "adottato" BUON NATALE A TUTTI !!!!!”  

lunedì 23 dicembre 2013

Il Natale dal Rusò (Christmas Panarot)

L'aria dal Rusò ispira festa. Ogni occasione è buona per scendere in strada e stare insieme all'insegna dell'allegria.
Figuriamoci se a Natale i nostri Panarot potevano tirarsi indietro e dimenticare di organizzare un modo simpatico e coinvolgente per fare gli auguri a tutti noi!
Babbo Natale in persona era presente per la gioia dei piccini...
...ma anche dei grandi che non hanno dimenticato come si vive la magia del momento. Perché l'età non conta quando è Natale!

martedì 26 novembre 2013

Via Roma, il nostro viale dei tigli


I ricordi sono fra le cose più importanti della vita. Ognuno di noi se li custodisce nel cuore e li richiama alla mente quando ne sente il bisogno. Ci sono angoli del paese a cui siamo particolarmente affezionati perché ci fanno rivivere momenti indimenticabili del nostro passato. Uno di questi posti penso sia, per molti della mia età, il viale di tigli che porta alla stazione.Vi chiederete perché, ve lo spiego subito: mi ricorda la mia gioventù quando tutti i giorni passavo per quella strada per andare a prendere il treno.In primavera il profumo inebriante di quei tigli mi donava un senso di benessere, mi piaceva respirare quell'aroma delicato ma deciso che mi dava un senso di tranquillità.Quegli alberi sono lì da circa 100 anni e, se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dirci. Avranno visto bambini passeggiare con le loro nonne, li avranno guardati crescere, diventare prima genitori e poi nonni a loro volta. Hanno un grande bagaglio di storia perché un secolo non è cosa da poco.

Io penso che bisognerebbe avere il massimo rispetto per loro, invece mi è giunta notizia che stanno per essere tagliati. Non ne conosco il motivo, forse sono malati perché non sono stati curati come avrebbero dovuto. Magari è il loro destino, non saprei dirlo.

In ogni caso la notizia mi rattrista perché è come se si estirpassero le radici della nostra memoria. Comunque vada il ricordo di questo bel viale rimarrà impresso nella memoria di molti di noi. E per fortuna rimarrà nelle vecchie foto, immagini che persone dotate di sensibilità e amore verso il proprio paese hanno conservato per poterle mostrare a chi non avrà la possibilità di vederli dal vivo. Non è molto ma forse dovremo accontentarci.  

venerdì 22 novembre 2013

Il Campetto di via Olivelli: ricordando le Notti Magiche

Tra il 1990 e il 1995 ho trascorso quasi ogni sera d'estate al “Maracanà” di via Olivelli.
Arrivavamo tutti alle 20, scappando via di casa subito dopo cena, già vestiti per scendere in campo.
Erano gli anni del bomber Schillaci e dei gol di Baggio ai Mondiali americani. Gli anni di Vialli, Desailly e Ruben Sosa e i campioni di oggi come Balotelli e Messi erano solo bambini in età da asilo.
Ricordo che giocavamo con il campo diviso a metà, usando una sola porta regolare e allestendo l'altra con due caschi, per gentile concessione degli amici col motorino. Questo escamotage creava sempre qualche discussione perché non era facile valutare l'altezza di una traversa invisibile e capire se la palla avesse fatto centro o fosse finita oltre.
Io non ero un bravo calciatore, ne lo sono mai diventato in seguito. Giocavo da gregario, senza fare la differenza come altri con più classe di me. Il più delle volte mi limitavo a correre su e giù per il campo, conscio dei miei limiti tecnici ma sentendomi un po' come a San Siro.
Qualche gol credo di averlo fatto, soprattutto quando si giocava a 11...o Calcio Tedesco, come lo chiamavano alcuni.
Nell'estate del '94 mi sono perfino rotto un braccio in una sfortunata performance da portiere, garantendomi un bel gesso fin sopra il gomito. Lo tolsi in tempo per festeggiare il gol del Divin Codino contro la Nigeria, una rete inaspettata che ci salvò da una sconfitta troppo precoce.
Quelle serate eroiche sono oggi lontane un paio di decenni, finiti chissà dove quasi per distrazione.Ogni tanto però mi capita di ripensare alle nostre Notti Magiche fatte di afa, zanzare e fiato corto. Chissà perché ma mi sembrano bellissime.

lunedì 18 novembre 2013

Pechi al barbé

Il givane Piero Pecchi
Pecchi Piero, classe 1916 viveva in Via Strambio con la moglie Ginetta e la figlia Franca, in un'abitazione sulla destra, di fronte al negozio da salumiere "ad Luison".
Piero Pecchi e sua moglie Ginetta
Aveva adibito la stanza al pianterreno a bottega: sarto e barbiere, come usava una volta.
Il pavimento di tavelle, due finestre senza tende e il mobilio utile per svolgere il suo lavoro. 
Ricordo una grossa poltrona girevole, dove mio nonno si sedeva e il suo carissimo amico Pechi (in dialetto con una "c" sola) lo radeva. C'era una specchiera sulla parete, un mobile sul quale vi erano "i ferri del mestiere"e in una angolo la sedia-cavallino, che per i clienti più piccoli che andavano per sfoltire la chioma.
C'era poi un grosso tavolo, sul quale c'erano stesi sempre dei ritagli di stoffa, abiti semi-imbastiti e cartamodelli; appoggiati in modo ordinato le grosse forbici tipiche del sarto, il punta spilli,  e il centimetro. Su una grande stufa fatta di sasso, c'era sempre appoggiato il ferro da stiro, che restava caldo e quindi pronto per poter stirare i capi confezionati.
In una gabbia, un allegro canarino cinguettava tutto il giorno e teneva compagnia agli amici e clienti che quotidianamente passavano alla bottega di Pechi.
Al lunedì, giorno di chiusura per i barbieri e parrucchieri, era facile trovare Pechi "a la Rusa Granda, in sal punt ad la segheria": infatti il suo hobby era la pesca, che praticava nella bella stagione nei fossi di Belgioioso o sulle rive del fiume Po.  

venerdì 25 ottobre 2013

Matrimonio spettacolare in via Dosso


In una giornata di festa dedicata ai matrimoni, come quella organizzata in via Dosso domenica 6 ottobre, non poteva mancare l'arrivo degli sposi. Per fortuna ci ha pensato la Compagnia Teatro Insieme che, incurante della pioggia, ha messo in scena un quadretto di nozze coi fiocchi. Così una massiccia dose di simpatia ha fatto dimenticare un autunno un po' troppo molesto e ha riscaldato gli animi dei presenti. Anche questa volta posso mostrarvi i momenti salienti della giornata grazie alle foto scattare da Ivana Sacchi

martedì 22 ottobre 2013

Abiti da sposa in via Dosso

Sarà forse a causa del proverbio che dice “sposa bagnata, sposa fortunata” se l'ultima festa organizzata in via Dosso – che come tema aveva proprio i matrimoni – non si è svolta sotto i raggi del sole. Inizialmente previsto per la domenica della Sagra è spostato, per maltempo, la settimana successiva, l'appuntamento non è sfuggito ai capricci di questo umido autunno.
Per fortuna, pioggia o non pioggia, gli abitanti del quartiere non hanno gettato la spugna, confermando l'evento e andando avanti come se niente fosse. Volendo restare in tema con i modi di dire è infatti quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare!
In occasione della festa gli organizzatori avevano allestito un'esposizione degli abiti indossati dagli abitanti del quartiere il giorno delle nozze. Qui di seguito potete ammirarli in una galleria fotografica con le immagini di Ivana Sacchi.


venerdì 11 ottobre 2013

Belgioioso, una piccola Venezia!

Rogge e fossi sono da sempre parte integrante di un territorio tipicamente pianeggiante e dedito all'agricoltura, come lo è Belgioioso. Gli appezzamenti e le campagne segnano i confini naturali del nostro paese e ne caratterizzano, a seconda delle stagioni, l'aspetto paesaggistico.
Questi corsi d'acqua dolce, attraversano interi quartieri: la Speziana passa da Via Strambio, la Roggia Grande arriva da Filighera, costeggia Via Roma, attraversa Via Matteotti per poi proseguire verso Corteolona, la Roggia Molino, interamente coperta, attraversava Via Cavallotti sino infondo a Via Molino e andava ad alimentare il funzionamento della ruota della riseria...
Le rogge oltre ad essere utili per l'irrigazione, nei tempi passati (circa quarant'anni fa), erano veri e propri "canali navigabili": certo erano mantenuti puliti, e di borse galleggianti ...nemmeno l'ombra!
La Speziana in Via F.lli Strambio
Molti bambini li percorrevano a bordo di rudimentali ma solide imbarcazioni, divertendosi a passare sotto i ponti e fra la vegetazione che cresceva spontanea sulle rive dei fossi. 
La Speziana (oggi interamente coperta) in V.le Manzoni
I più esperti conoscevano alla perfezione il percorso che il corso d'acqua compiva e sapevano esattamente quali erano i punti in cui poter passare e quali no. Ad esempio la roggia Speziana in Via Strambio era "navigabile" solo dalla "punsela in curt di Vedriè" sino all'imbocco "dal Rusò" con la Speziana; dal lì in poi i ponti erano troppo bassi e anche abbassando la testa non si riusciva proprio a passare!

domenica 29 settembre 2013

Mirko Paravella e la sua passione per la campagna




Un "personaggio" conosciuto da tutti in paese: Mirko Paravella, "al nevud dal Campirò."
Esperto del mondo agricolo, ha manifestato questa sua passione fin da piccolo, occupandosi in particolare di cavalli. Originario "dal Rusò", figlio dell'artista Luisa Tronconi abile pittrice locale, è il primo di tre fratelli.
Il suo lavoro lo ha sempre svolto a contatto con la natura e gli animali, occupandosi delle campagne e le cascine della famiglia Dozzio. Oggi, abita "ai Sron", cascina Ceroni, dove ha creato una vera e propria fattoria: qui vivono galline, oche, maiali,asinelli e cavalli. 
Molti sono gli amici belgioiosini e non che quotidianamente vanno a trovare Mirko, il quale offre loro deliziose fette di salumi accompagante da un buon bicchiere di vino.

giovedì 8 agosto 2013

A spasso nei ricordi di Belgioioso con Rosella Bottani (2°Parte)

Ecco il seguito del filmato pubblicato lunedì. Dopo il racconto che avete già ascoltato, Rosella mi ha mostrato gli antichi attrezzi dei falegnami (originariamente appartenuti a Francesco Rovida) e poi mi ha accompagnato in una delle splendide ortaglie del Ruşő (quella di “Togn” Migliavacca, premiata anche dalla Provincia Pavese, se non ho capito male) per proseguire la sua narrazione dei bei tempi andati.
Lascio dunque la parola alla nostra Voce Storica...

lunedì 5 agosto 2013

A spasso nei ricordi di Belgioioso con Rosella Bottani (1°Parte)

In un caldo pomeriggio di fine luglio io e Rosella Bottani abbiamo sfidato caldo e zanzare per riprendere il discorso iniziato il giorno della festa del Ruşő e registrare altre testimonianze del passato. Come sapete Rosella è un pozzo senza fondo di memorie, ricordi legati al suo quartiere ma non solo.
Così, anche se qualche inconveniente tecnico ci ha rallentati, non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo messo in archivio qualche bella storia dei tempi andati.
Spero vi piaccia, nei prossimi giorni pubblicherò anche la seconda parte.

lunedì 22 luglio 2013

La Madonnina di Via Dosso

Giovanna Passoni mi ha chiesto di riportare quanto segue, che si riferisce alla collocazione e alla benedizione della nuova Madonnina di Via Dosso.
Pubblico volentieri i suoi contributi e le foto dei quel momento molto significativo.
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Con entusiasmo la famiglia Donato Dardano ha dato la disponibilità nella propria aiuola, a fondo Via.
Con generosità Marco Daccò e Luigi Canosi hanno progettato e realizzato la struttura.
La Madonna del Dosso è stata posizionata venerdi 31 Maggio 2013.
Don Tino Baini ha recitato il rosario e benedetto la Madonna sabato 13 Luglio 2013.

Una bella poesia dedicata alla Madonna è stata scritta da Ercolina Zambianchi Daccò.

La Madonnina del Dosso

Cara Madonnina Immacolata
da tanto tempo ti abbiamo desiderata
e come un miracolo
come se tu ci avessi ascoltato
il giorno 12 maggio 2013
con il nostro caro Don Tino sei arrivata
o Madonnina Madre Santa di tutti
con amore sempre ti pregheremo
e nel cuore la certezza avremo
che per ogni gioia, dolore o difficoltà

il tuo dolce sguardo della Via Dosso ci aiuterà.

martedì 16 luglio 2013

L'inno dei Panarot (in ben 3 versioni!)


Che altro possiamo dire sui Panarot? Hanno fatto festa, ricordato le tradizioni del Ruşő, raccolto fondi per beneficenza e pubblicato un nuovo volume di memorie dei tempi andati. Poteva mancare una ciliegina sulla torta come l'inno ufficiale, scritto da Tino Rebizzi? No...non poteva...infatti eccolo...in ben 3 versioni!

giovedì 11 luglio 2013

Luoghi che guardiamo con il cuore: Al Liston

Per ognuno il proprio paese è il più bello del mondo, lo ami perché è il posto in cui sei nato, sei cresciuto, in cui poter ritrovare le proprie radici, le origini della famiglia. 
Belgioioso è il nostro paese ( e mi scuso con chi leggerà il post e non è un Brusacrist), ci piace perché lo viviamo ogni giorno e come 
ogni cosa assaporiamo i suoi aspetti positivi e anche quelli negativi.
Ci sono poi luoghi del nostro paese ai quali ognuno di noi è più affezionato, luoghi CHE GUARDIAMO CON IL CUORE...
...e a Belgioioso ce ne sono molti di questi angoli!!!
AL LISTON, chiamato così, perchè per conformità è una lunga lista di terra tra il castello e la strada: tutti almeno una volta si sono fermati qui, chi per una chiacchierata, chi per pendere il giornale dal Natale o chi, dopo aver comprato qualche rosetta dalla Pina, con il sacchetto sottobraccio, si ferma per scambiare opinioni con gli habituè del posto. Ognuno ha la propria panchina, la propria postazione: sotto il pino vicino al semaforo o seduto difronte alla vetrina della Sciura Maria...Non c'è catastrofe atmosferica che tenga, brina o nebbia, afa o zanzare, gli irriducibili "listoniani" sono temerari e irremovibili!!!


E poi sul Listone si sentenziano le decisioni più importanti e si coordinano i lavori da sbrigare in paese: una sorta di decentramento dell'ufficio "lavori pubblici" del Comune. Arriva da dove vuoi, dal Rusò o dalla Guardagiusa, dal Burgò o dal Doss è lì che convogliano, si analizzano e si risolvono i problemi di Belgioioso:
una buca in Via Togliatti??? Appena passa il camion del Comune con a bordo i due malcapitati, si blinda e vengono impartite le coordinate precise di dove dover intervenire...e via di questo passo.
Ancora molti sono i luoghi cari ai belgioiosini, ma mi sembrava doveroso partire da qui, dopotutto AL LISTON A BELGIUS L'E' UN ISTITUSION!!!

AL LISTON, ANNI "30

                 

giovedì 27 giugno 2013

Le origini del Ruşő raccontate da Rosella Bottani

Rosella Bottani
Durante la festa di domenica scorsa ho fatto una bella chiacchierata con Rosella Bottani che è un vero archivio vivente di aneddoti e tradizioni. Se dunque siete curiosi di sapere quali sono le origini del Ruşő e del soprannome dei suoi abitanti (i Panarot) lo scoprirete nel video di oggi...

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