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giovedì 19 marzo 2015

Giovanni Manelli, il postino di Belgioioso


Ai primi del '900, l'ufficio postale era situato in un antico palazzo in centro paese.  ,
Unico postino, fino alla fine degli anni sessanta era Giovanni Manelli, classe 1892.
Prima delle otto, Giovanni era già in ufficio per smistare la posta  che arrivava da Pavia con il treno delle sette e venti e nel pomeriggio con il treno delle quattordici.
Giovanni timbrava le missive fronte e retro, suddivideva il tutto per zone e poi per vie, sistemava la posta nella borsa di cuoio e iniziava il giro di consegna.


Oltre a girare con la sua bicicletta per tutto il paese, si recava anche alle cascine Valcova e Vittoria, costeggiando il sentiero della ferrovia.
A volte la consegna si protraeva anche nel pomeriggio e nella brutta stagione, quando le giornate si accorciano troppo presto, usava una piccola torcia per entrare nei cortili bui.
In tempo di guerra, le lettere che i militari spedivano a casa non venivano consegnate insieme alle altre, ma Giovanni le conservava a parte e le portava ai destinatari anche a sera tarda, quando era certo di trovare in casa qualcuno: sapeva bene quanto i parenti dei solati aspettassero con ansia notizie dai loro cari!
Terminò il servizio di postino nel 1965, con il raggiungimento dell'età pensionabile.

Paolo Verri sul tetto del mondo

Oggi Belgioioso....vi Racconta la magica avventura di un nostro concittadino, Paolo Verri, salito "sul tetto del mondo", grazie ad una generosa scorpacciata di piselli.
Chissà  se da piccolo, come tutti i bambini, quando si trovava nel piatto questi piccoli legumi, ne era ghiotto o li scartava mettendoli sul bordo del piatto...
Fatto sta, che martedì sera alla trasmissione "Lo Show dei record"
condotto da Gerry Scotti, Paolo aveva talmente fame che ne ha divorati ben 86 in un minuto, battendo la detentrice del titolo, una signora irlandese che ne ha mangiati "solo" 60.

Scherzi a parte, questo risultato è stato davvero meritato: Paolo si è preparato per molti mesi, mangiando i piselli che la mamma Mariuccia cucinava e grazie anche all'incoraggiamento dei suoi due "allenatori" Angelo Villani e Angelo Formaggia, che quotidianamente, come un vero team, aiutavano Paolo ad allenarsi in vista della gara.
Per tutti è stata una bella soddisfazione e, alla proclamazione del nome del nuovo "recordman", in Via Strambio, dove risiede Paolo, è iniziata la festa !

Tantissimi complimenti e grazie per aver onorato ancora una volta il nome di Belgioioso!

 

mercoledì 18 febbraio 2015

“La Bassa Pavese”, un bollettino bibliotecario degli anni'80


Rovistare nella storia locale porta sempre a sorprese inaspettate. Recentemente Carlo Grignani mi ha fatto avere brani di una pubblicazione che usciva nella prima metà degli anni '80, un periodico del sistema bibliotecario del Basso Pavese che venne pubblicato dal gennaio del 1982 alla primavera del 1984.
“Fu un tentativo "culturale" fatto da un gruppo di persone con diversi percorsi di vita– mi ha raccontato Carlo, che era una delle firme del giornale - forse ti può far piacere conoscerlo”.
Aveva ragione. Mi ha fatto molto piacere sapere dell'esistenza di queste pubblicazioni e penso che anche voi le troverete interessanti.

martedì 20 gennaio 2015

Quando a Belgioioso c'erano tre cinema

Tra gli anni cinquanta e la fine degli anni ottanta a Belgioioso c'erano tre sale cinematografiche: in Via Garibaldi, nell'edificio del Municipio, c'era il Cinema Rocco, in Via Dozzio il Cinema Gioiello e in Via Cairoli il Cinema Ideale, meglio conosciuto come  "al Cinema di pret".
Cinema Rocco
Il primo locale, dove venivano trasmessi le pellicole ovviamente in bianco e nero era il Cinema Rocco, che prese il nome dal suo proprietario, immigrato dal sud nel nostro paese in cerca di fortuna.
Rocco aprì il Cinema nella seconda metà degli anni quaranta, subito dopo la guerra e lo gestì per circa dieci anni.
I primi film che venivano proiettati "al Rocco" erano in formato
CinemaScope, ovvero un tipo di ripresa che, adeguatamente "lavorata", permetteva di ottenere un immagine deformata e visibile a tutto campo, adattabile quindi agli schermi che c'erano nelle sale cinematografiche.
Con l'apertura del Cinema Gioiello, il Cinema Rocco fu costretto a chiudere, in quanto il nuovo locale, moderno e molto capiente, aveva saputo attirare la clientela grazie anche ai primi kolossal che sarebbero diventati col tempo,veri capolavori cinematografici.

Cinema Gioiello

All' ingresso, accanto alla biglietteria erano esposti i cartelloni che pubblicizzavano il film in proiezione quel giorno.

Carla Chiolini e il marito Carlo Mantovani

Il vero pienone si faceva ovviamente nei fine settimana quando, liberi dagli impegni lavorativi,  ci si svagava godendosi una bella 
proiezione.

La balconata al Cinema Ideale
Il Cinema che ebbe vita più lunga a Belgioioso è stato "l' Ideale", ovvero "al Cinema di pret ", oggi salone polivalente.
Qui venivano proiettati i film dei cowboy o di avventura, generi che appassionavano i ragazzi, in quanto, fino alla fine degli anni sessanta, l'oratorio era luogo ad uso esclusivo dei maschi, mentre le ragazze si ritrovavano dalle suore canossiane.
                                                 

Alla domenica mattina, dopo la Messa, c'era una prima proiezione seguitissima e nel pomeriggio, soprattutto nei mesi invernali, venivano proiettati film che tenevano incollati al grande schermo i ragazzi che abitualmente frequentavano l'oratorio.







 

venerdì 2 gennaio 2015

Quando l'abito lo faceva la sarta

Il mestiere della sarta era, fino a una trentina di anni fa, un'attività molto diffusa a Belgioioso. L'ultimo numero del periodico edito da Luigi Migliavacca riportava bei racconti e ricordi della sarte che abitavano in Via Dosso.
Tante erano le botteghe di questi abili artigiani, che confezionavano abiti sia da uomo che da donna.
In Via Rosselli abitava la signora Ada Fornasini "sarta finì", chiamata così perché, già all'età di quattordici anni, frequentava una scuola a Milano per imparare il mestiere.
Come la maggior parte dei suoi colleghi lavorava presso la propria abitazione e si riforniva di stoffa da "Ginu al marcant ad la cuntrà".
Le clienti sceglievano su cartamodello l'abito adatto alle loro esigenze e da quel momento iniziava il lavoro.
Sul tavolone tratteggiava la stoffa con un gessetto e, successivamente, imbastiva la stoffa; provava il modello prima su un manichino per correggere eventuali imperfezioni e infine lo faceva  provare alla cliente, passando così alla cucitura definitiva.

Era molto brava a confezionare abiti da sposa, che amava arricchire di tulli e volant.
Era solita applicare all'interno dell'abito una fettuccia con il suo nome e cognome.
A lavoro ultimato, l'abito, sapientemente stirato, veniva avvolto nella carta da pacco chiuso ai lati con gli spilli.

venerdì 19 dicembre 2014

Le quattro stagioni a Belgioioso e nel suo territorio: un concorso fotografico per raccontare e raccontarci


I racconti sono fatti di parole ma anche di immagini, perciò Belgioioso Racconta contribuisce con piacere a diffondere questa bella iniziativa che ha per titolo le quattro stagioni a Belgioioso e nel suo territorio.
L'idea che la anima è tutta nel cappello introduttivo:

Belgioioso, con le sue piazze e i i suoi vicoli, il mercato, la Chiesa di San Michele, il Castello e le campagne che ne abbracciano l abitato, è indubbiamente ' il nostro Luogo del Cuore.
La sua bellezza emerge in ogni stagione, in primavera come in autunno, nelle fredde giornate invernali e in quelle assolate dell'estate. Numerosi scorci, scene di vita caratteristiche e suggestive, rendono la nostra cittadina unica e inestimabile e l'obiettivo della macchina fotografica riesce, a volte, a cogliere pienamente l'essenza di certi momenti.
Per questo abbiamo deciso di chiedervi di aiutarci a immortalare la nostra storia in digitale o su pellicola, per mostrarci attraverso i vostri occhi il racconto delle stagioni di Belgioioso.
A noi l'idea piace molto e speriamo possa piacere anche a voi

Per maggiori informazioni qui sotto trovate il regolamento:



venerdì 12 dicembre 2014

Ciao Gianni, ci mancherai


Questa notte si è spento nel sonno Gianni Riva.
Gianni era una persona cara a me e a molti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo.
Nonostante i suoi 90 anni era un uomo spiritoso e di compagnia e si faceva benvolere da tutti.
Non posso fare a meno di ricordarlo, sorridente e felice, nel giorno del suo ultimo compleanno, festeggiato dalla figlia Lucia, da tutti i suoi cari e dagli amici.

Caro Gianni sentiremo la tua mancanza, ci mancheranno i racconti dei tuoi viaggi, quando lavoravi come camionista, le tue battute spiritose e i tuoi sorrisi.
Resterai sempre nel cuore di chi ti ha voluto bene e che apprezzava la bella persona che eri.

Ciao Gianni!

martedì 2 dicembre 2014

Aspettando il Natale... all' oratorio

All'oratorio, durante il periodo invernale, si abbandonano i giochi all'aperto e ci si dedica ad attività ludiche all'interno delle sale o nel teatro.
Si incomincia a preparare la recita: cartoncini colorati per allestire le scene, brillantini e strisce per decorare i vestiti e tanti canti tradizionali a fare da contorno alle belle sceneggiature sapientemente insegnate ai ragazzi.

Gara di scopa del 1962: vincitori Bottani e Scarini

Negli anni '50 e '60, oltre alla tradizionale rappresentazione della Natività, all'oratorio si organizzava anche il torneo di ping-pong, che impegnava i ragazzi ( le ragazze frequentavano l'istituto delle suore Canossiane) per qualche settimana, seguendo un preciso calendario degli incontri ad eliminazione.
Torneo di ping-pong
Pinuccio Regali, nel 1959 ottenne il titolo di campione provinciale di torneo di ping-pong disputato fra gli oratori della provincia di Pavia.
Classico appuntamento oratoriano del mese di dicembre era la gara di scopa a coppie. Ci si ritrovava alla sera nelle sale adiacenti il bar e i partecipanti si sfidavano in avvincenti partite
riscaldati dal tepore della stufa a legna.
Recita di Natale 1998
A partire dalla metà degli anni '80, con l'arrivo di don Lorenzo prima e di don Marco poi, si organizzava la vacanza in montagna durante la settimana di capodanno: cinque giorni all'insegna dello stare insieme divertendosi sulla neve.
Anche quest'anno l'oratorio sta già scaldando i motori per regalare ai ragazzi momenti di allegria e divertimento. Grazie alla signora Pinuccia Lodigiani, maestra in pensione, si allestirà uno spettacolo teatrale natalizio, al quale oltre ai bambini, potranno partecipare anche gli adulti. 
Lizzola, gennaio 1987

Chissà se "la generazione passata" riuscirà " a fare le scarpe" ai ragazzi, abili attori e ballerini?
Non ci resta che andare ad assistere alla rappresentazione che si terrà nel teatro dell'oratorio il prossimo 14 dicembre.




martedì 25 novembre 2014

Aspettando il Natale...appena quindici anni fa

"Santa Santa Caterina, liga i vac a la casina. Lighi ben, lighi mal, ghè un mò un mes a andà a Nadal".
In tempi più o meno lontani, le mandrie che erano rimaste al pascolo per tutto il periodo estivo e autunnale venivano riportate nelle stalle proprio in questa data, il 25 novembre, giorno di Santa Caterina.
Mancava esattamente un mese al Natale e, come da tradizione, si iniziavano i preparativi per la festa più bella dell'anno.
Le vie di Belgioioso, già da qualche settimana, sono addobbate con le caratteristiche luminarie e nelle vetrine dei negozi fanno capolino i primi panettoni, fiocchi e lustrini
Oggi voglio pubblicare un filmato che mio papà Angelo ha realizzato nel 1999: la piazza illuminata, i negozi addobbati a festa, e gli zampognari ci introducono nel magico clima natalizio.
Grazie a queste immagini possiamo rivedere il nostro bel paese di
appena...quindici anni fa !


giovedì 20 novembre 2014

La squadra misteriosa


Come dice il titolo, questa foto è un piccolo mistero che spero di svelare con il vostro aiuto. Me l'ha data Giulio Giuzzi che l'ha acquistata tempo fa al mercatino dell'usato di Broni. Sul retro c'è scritto “Belgioioso 1950” ma non siamo riusciti a scoprire nulla della squadra immortalata. Riconoscete qualcuno? Sapete dirci di più?


lunedì 3 novembre 2014

Breve storia della nostra chiesa parrocchiale, tra passato e futuro

La chiesa parrocchiale di Belgioioso è dedicata a San Michele Arcangelo; la nostra è una chiesa molto antica in quanto le sue origini risalgono al 1489, come testimoniano le due lapidi poste su una parete del campanile.
Il primo parroco menzionato nei libri dell'archivio è don Antonio Ragoggi, che iniziò il suo cammino pastorale presso il nostro paese nel 1576.
La struttura della prima chiesa era circa un terzo dell'attuale e con soli tre altari, ma nel 1647, dopo tre anni di lavori voluti da don Ottaviano Antamori, venne consacrata la nuova costruzione più ampia e venne definitivamente smantellato l'antico cimitero che si ritiene fosse ubicato nell'area dove oggi c'è il sagrato.
L'interno del tempio venne completato sempre da don Antamori in diciannove anni.
L'aspetto attuale è opera del parroco don Pietro Veneroni che nel 1906 iniziò i lavori di abbattimento del muro dietro all'altare maggiore per far spazio a quello che è l'attuale abside.
Successivamente venne decorata con splendidi affreschi che l'abbellirono e la resero più armoniosa con il resto della struttura.
Altro intervento notevole fu fatto da don Pietro Ghia che fece alzare e completare la torre campanaria, sostituì le campane e fece ripulire gli affreschi anneriti dal fumo delle candele votive.
Monsignor Battista Clerici fece costruire cinque cappelline nella navata sinistra, mentre don Leo Cerabolini si dedicò al rifacimento del pavimento, durante il quale si scoprì l'esistenza di un cimitero sotterraneo proprio davanti all'altare maggiore.
Prossimamente, la facciata della nostra bella chiesa subirà un restyling, necessario per evitare maggiori danni all'intonaco causati dal passare del tempo e dalle intemperie. 

lunedì 27 ottobre 2014

Il treno a vapore passa da Belgioioso

Ieri per Belgioioso è stata una giornata che rimarrà nella storia:
grazie al Club Modellismo Pavese e all'Associazione "Amici del castello" è stato possibile rivivere l' atmosfera di qualche decennio fa, con l'arrivo del vecchio treno a vapore.
Il piazzale della stazione e il marciapiede antistante i binari sono stati presi d'assalto da tantissime persone che, armate di macchine fotografiche e telecamere, hanno voluto immortalare la locomotiva che trainava sei carrozze anch'esse d'epoca.
Il passaggio del treno sul ponte del fiume Lambro
In molti hanno cercato la postazione più suggestiva per fotografare il convoglio: lungo la tratta Pavia-Codogno, le campagne, i sentieri e le vie che costeggiano la ferrovia erano un brulicare di persone che salutavano entusiaste i passeggeri che si sporgevano dai finestrini delle carrozze.
Nel pomeriggio il viaggio Belgioioso- Codogno era riservato ai ragazzi delle scuole che, dopo aver assistito alle manovre della sbuffante locomotiva presso la nostra stazione, si sono accomodati nelle tipiche carrozze con i sedili in legno.
Per l'occasione sono state inaugurate sia la sala d'aspetto della stazione, recentemente sistemata, sia la sede del Club dei modellisti, presso i locali della stazione.
Per molti è stato un ritorno indietro di qualche anno, quando si viaggiava sul treno a vapore per andare a scuola o al lavoro. Ognuno raccontava qualche esperienza vissuta su quelle carrozze e qualcuno si è anche fatto prendere dall'emozione, rivivendo un pezzo di storia che gli è appartenuto.
Alcuni soci del Club Modellismo Pavese
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso il realizzarsi di questa bellissima iniziativa e in particolare ai soci del Club Modellismo Pavese. 

Le fotografie sono state gentilmente concesse da Alessandra Bova, Giancarlo Coscia e Mario Amato.

giovedì 23 ottobre 2014

Mio nonno Aldo


Quando questo mese autunnale volge alla fine, ripenso spesso al mio nonno materno.
Se n'è andato il 23 ottobre di 27 anni fa e da allora sono passati altri tre quarti della mia vita.
Ai tempi non avevo ancora 9 anni e di lui mi sono rimasti meno ricordi di quanti ne vorrei. Tuttavia non l'ho dimenticato, né lo farò mai.
Aveva un sorriso leggero sotto i baffi sottili e la sua andatura era un po' stanca e vacillante perché la salute non era mai stata il suo punto di forza. Era nato il giorno di San Valentino, il 14 febbraio del 1915. Negli anni a seguire, quando già non c'era più, ho pensato tante volte che fosse una data adatta a lui quel giorno degli innamorati, perché era una persona sensibile e delicata, qualcosa di bello e fragile come lo è l'amore.
Per altri era Aldo della Pesa, il ristorante che aveva gestito per tanto tempo, oppure Aldo il fratello di Ezio o ancora Aldo del negozio di liquori. Per me era il nonno Aldo, quello che conteneva con pazienza l'indole esuberante di mia nonna Linda, quello che giocava con me, che mi parlava come se capissi tutto. E soprattutto era quello che mi raccontava le storie, storie bellissime che chissà da dove gli arrivavano.

Adesso che ho quasi quattro volte l'età che avevo nel 1987, quando lui è andato via, penso che mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio e parlargli da uomo a uomo. Purtroppo non ce n'è stato il tempo ma la memoria, l'immaginazione e l'affetto mi basteranno per ricordarlo così, con poche righe in un luogo di ricordi.

lunedì 13 ottobre 2014

Nastri rosa, blu e verdi: le elementari negli anni '60


Questa foto rappresenta la prima elementare dell'anno scolastico 1961/62.
Fra questi remigini ( gli scolari di prima venivano chiamati così perché la scuola iniziava il primo Ottobre, San Remigio) riconosco Marina Torchio (la mia prima amichetta incontrata all'asilo), Daniela Morini e Pierangela Ferrari. L'insegnante invece è la signora Broglia.
Anche se la foto è il bianco e nero si nota bene la differenza di colore dei nastri: rosa quello delle femmine e blu quello dei maschi.

Alle elementari delle Suore il colore era invece verde per tutti.


domenica 5 ottobre 2014

La dinastia "dal plandunin dal Rusò"

Luigi Verri arrivò a Belgioioso da Sant'Alessio con Vialone nel 1928 e trovò casa in Via F.lli Strambio.
Da bravo coltivatore quale era ebbe subito l'esigenza di procurarsi della terra da poter lavorare; ne trovò una di cinquanta pertiche nelle campagne di Via Cantone.

Angiuletu al plandunin

Il foraggio che i campi producevano, serviva per sfamare le cinque mucche da latte, il cavallo, il maiale e le galline che possedeva e che accudiva con devozione.
Questi animali erano una ricchezza per chi li aveva, in quanto garantivano latte, uova e carne che in parte venivano consumati dalla famiglia. Il resto veniva venduto.

Maria, moglie di Angiuletu al plandunin

Nella conduzione della fattoria è poi subentrato il figlio Angelo, conosciuto da tutti come Angiuletu al plandunin.
Prese in affitto altre terre, dove seminava il granoturco, utile come mangime naturale per gli animali.

Luigi Verri
Negli anni '70 e '80, gran parte del latte prodotto, veniva venduto alla Galbani, mentre una piccola parte veniva "commercializzata" privatamente: le donne del rione passavano "cun al pugnatin" giornalmente e "acquistavano" la quantità che necessitava.
Ancora oggi, Luigi, figlio di Angelo, continua la tradizione di famiglia, ormai più per hobby che per lavoro, mantenendo le antiche tradizioni contadine e rievocando con spontaneità riti e usanze di un secolo fa.

Foto scattata da Mario Amato



 

giovedì 2 ottobre 2014

Due foto di classe dei primi anni '60


Lucia Regali, figlia della nostra cara Speranza, ha gentilmente messo a disposizione per Belgioioso Racconta alcune belle fotografie del suo album di famiglia.
Fra queste, due hanno colpito in modo particolare la mia attenzione. Una rappresenta la prima classe elementare dell'anno scolastico 1960/61 e l'altra la seconda classe del 1961/62.

Naturalmente sono gli stessi scolaretti, che tra l'altro sono i miei coetanei che frequentavano le scuole comunali. In quegli anni a Belgioioso esistevano due scuole elementari: quelle comunali e quelle delle Suore che erano a tempo pieno.
Io frequentavo l'istituto Canossiano e quindi non li conosco tutti .
Nonostante siano passati parecchi anni, mi pare comunque di riconoscerne qualcuno.
Secondo me fra questi scolaretti ci sono: Giorgio Rizzi, Tiziano Locatelli, Marco Daccò, Beppe Gui, Giorgio Marchioni, Graziella Sacchi, Mariella Cominato, Giovanna Bergamaschi, Patrizia Bolduri e Gianluigi Regali
Ho indovinato? Spero di si.

Mi sapete dire il nome degli altri? Molti li conosco, ma non ricordo bene i cognomi...


martedì 23 settembre 2014

La signora Speranza e il personale delle scuole medie negli anni'60


I ragazzi degli anni '60 si ricorderanno senza dubbio della signora Speranza.
Era, assieme al marito, la custode delle scuole Medie, quando queste avevano ancora sede nei locali del Municipio.
Sempre cordiale, ci accoglieva con il sorriso sulle labbra e, quando si rivolgeva noi, uasava parole dolcissime come “gioia”, “tesoro”, “mana”. Era un bel modo per dimostrarci il suo affetto e per farci sentire come a casa.
Ricordo che era a nostra disposizione, per qualsiasi cosa avessimo bisogno.


Gli anni sono passati e oggi Speranza ha qualche problema di salute, ma non ha perso la sua gentilezza ed è sempre sorridente e carina con tutti.
È rimasta la bella persona di un tempo, alla quale è impossibile non volere bene ed io, credetemi, gliene voglio
In queste foto, oltre a Speranza e a suo marito, sono presenti alcuni loro colleghi fra i quali riconosco la signora Enrica.
Quest'ultima l'ho conosciuta in seconda media, quando noi ragazze siamo state trasferite nella sede nuova, quella dove adesso ci sono le scuole elementari. I ragazzi erano rimasti nella sede vecchia.
Purtroppo Enrica non è più con noi già da alcuni anni, ma io la ricordo con affetto perché era una brava persona disponibile e paziente.

Mi emoziono sempre a rivedere persone care che ci hanno lasciato troppo presto. La vita, si sa, è fatta anche di questo.


martedì 16 settembre 2014

C'erano una volta le majorettes

Verso la fine degli anni '70, precisamente nel 1978, a Belgioioso nasce, su iniziativa e per volontà dei bandisti, di don Leo Cerabolini e di alcuni  appassionati, il gruppo delle majorettes.
Dopo un breve periodo di addestramento presso la scuola di San Colombano al Lambro, il I° maggio di quell'anno si esibiscono per la prima volta sfilando per le vie del paese, accompagnate dalla musica della banda Santa Cecilia, e partecipano alla manifestazione di premiazione degli ottantenni, rallegrando la giornata.
Pioniere di quel primo gruppo furono Giulia Codara, Ambrogina Bertolotti e Maria Grazie Toscani.
Nel corso degli anni, e dopo l'iscrizione alla Federazione Italiana Majorettes, il gruppo parteciperà a numerose gare, ottenendo buoni risultati.
Gli allenamenti settimanali si svolgevano presso la palestra delle scuole elementari, dove le atlete imparavano a perfezionare il passo del twirling.
Molti furono i volontari che si impegnarono nell'organizzazione del gruppo e un doverose ringraziamento va rivolto ai genitori che furono parte attiva ed insostituibile .
Importantissimo lo stimolo che don Leo diede, specialmente all'inizio , credendo fortemente nel lavoro che le ragazze svolgevano.
Fra tutti i collaboratori è doveroso ricordare la signorina Angioletta Codara, responsabile  e "tesoriera" che, fino al 1984, anno in cui il gruppo delle majorettes si sciolse, non abbandonò mai i compiti a lei affidati.



giovedì 11 settembre 2014

Si torna a scuola: anno scolastico 1951/52


In questi giorni di settembre le scuole riaprono i battenti.
Torniamo quindi alle foto di classe , con un salto indietro nel tempo che ci riporta agli anni'50 e in particolare all'anno scolastico 1951/52.
L'immagine che vedete viene dall'album di Carlo Parisi che infatti è riconoscibile in seconda fila, il primo bambino a destra.
A quei tempi Carlo era in terza elementare. Oggi è un allegro pensionato ma l'aspetto bonario che già mostrava in gioventù non ha minimamente perso smalto.

Riconoscete qualcun altro?

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